Con un reddito medio pro-capite di soli 600 dollari l’anno e il 42% della popolazione che vive sotto la linea della povertà, lo Yemen è il meno ricco tra i Paesi Arabi, ma al terzo posto per spese militari.

Veicolo dell’esercito yemenita


Ancora oggi, i gruppi tribali dello Yemen esercitano una forte influenza; fuori delle grandi città, il controllo dello stato è debole. Le tribù godono di un’ampia autonomia e, con tutto l’armamentario di cui sono dotate (secondo le ultime stime, nello Yemen ci sono oltre 60 milioni di armi, vale a dire tre per ogni uomo), sono un’autentica potenza davanti alla quale, talvolta, perfino il governo ha dovuto cedere.

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Il loto potere si è manifestato più apertamente quando hanno messo in atto la strategia dei rapimenti in serie. Dal 1991 sono stati sequestrati 200 stranieri e più recentemente, nel 2001, uno studente tedesco è stato rapito nel centro di San’a. I principali responsabili sono gli uomini delle tribù del nord, in particolare del governatorato di Marib. Chiedono la costruzione di strade e scuole, l’allacciamento elettrico per i televisori, la creazione di posti di lavoro o il rilascio di membri della loro tribù che si trovano in prigione. Con l’eccezione di un unico caso di rapimento politico nel 1998, da parte di un gruppo islamico (composto da non yemeniti o yemeniti con passaporto straniero), gli stranieri sequestrati non sono mai stati maltrattati, al contrario!. Tuttavia, per mettere fine a questo stillicidio di rapimenti e per salvare l’industria turistica, nel 1998 il governo ha deciso di introdurre la pena di morte per i colpevoli di sequestro e nel 1999 ha nominato un tribunale speciale per affrontare il problema.
Le recenti pressioni esercitate sul governo yemenita per collaborare con gli Stati Uniti nella ‘guerra al terrorismo’ hanno provocato ulteriori tensioni con le tribù. Benchè non siano necessariamente solidali con i militanti islamici, le tribù sono tuttavia riluttanti a consegnare allo stato le persone sospette. Di fatto, non vogliono agire contro le regole non scritte del codice di ospitalità dei clan né di tradire i legami famigliari. E questo non ha nulla a che vedere con una presa di posizione di principio contro le strategie del governo.




L’influenza delle tribù è diminuita nelle regioni del sud (all’inizio grazie all’influenza degli inglesi e in seguito quando i loro capi partirono per l’esilio, nel 1967), ma nel nord la rivalità interna fra i vari clan continua; gli scontri scoppiati nella prima metà del 2004 con le truppe governative nel governatorato di Sa’da hanno provocato vittime da entrambe le parti. Tenete presente, però, che i motivi alla base di questi conflitti sono da imputare quasi sempre a vecchi rancori insoluti fra le tribù e non ad attuali tensioni politiche od ostilità verso gli stranieri.

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Yemen, la mano destra!

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