Hoi An, tra spiagge di sacchi di sabbia e lanterne…

Hoi An è un vero gioiellino, una cittadina che può vantare una posizione incantevole sul fiume, uno splendido centro storico con edifici coloniali ben conservati ed una bellissima spiaggia di sabbia bianca.
Durante la guerra del Vietnam, a differenza di Huè che fu totalmente distrutta, la città venne risparmiata dagli scontri mantenendosi quasi completamente intatta, grazie alla cooperazione di entrambi le parti.
Ad Hoi An si assapora un’atmosfera molto tranquilla e rilassata, lontano dal traffico che si trova nelle altre città vietnamite.

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Nel 1999 Hoi An venne dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e grazie anche a questo evento che vengono applicate regole severe per tutelare lo stile architettonico unico della Città Vecchia.
Per visitare la Città Vecchia, bisogna pagare un biglietto di ingresso (200.000 VND) che permette di entrare anche in 5 attrazioni a scelta tra edifici, musei, sale riunioni e case antiche.
Ricordatevi di conservare il biglietto che ha validità di tre giorni, perché potrebbero richiederlo ad ogni botteghino nei vari punti d’entrata della Città Vecchia.
Il denaro raccolto con l’acquisto dei biglietti vengono finanziati i lavori di conservazione di tutti i siti storici.

Si può iniziare la passeggiata della Città Vecchia dal mercato di Hoi An, dove potrete trovare prodotti di ogni genere, dai vestiti, alla frutta, dal pesce alle scarpe, venduti da simpatiche signore che indossano il tipico cappellino di paglia vietnamita. In una zona al coperto ci sono varie chioschi dove si possono assaggiare le specialità di Hoi An, a prezzi economici.
Dal mercato partono diverse vie che, solo in qualche ora del giorno e della sera, rimangono chiuse al traffico. Qui si affacciano splendide case coloniali di colore giallo che ospitano negozietti di artigianato, ristoranti e caffetterie.
Proseguendo per la strada principale della Città Vecchia si arriva al famoso Ponte Coperto Giapponese, dove anche per attraversarlo, bisogna mostrare il ticket. Questo ponte è diventato uno dei simboli moderni di Hoi An. Il primo ponte venne costruito in questo luogo intorno al 1590 dalla comunità giapponese di Hoi An per collegare il proprio quartiere a quello cinese sulla riva opposta.
Subito dopo il ponte, sulla destra si trova una delle case antiche che abbiamo deciso di visitare: la Casa di Phung Hung. All’interno una guida ci ha raccontato in modo molto sbrigativo la storia della casa e di chi la abita, chiedendoci poi se volevamo comprare dei souvenir, forse era questo il suo vero intento.
La casa ha una sala di ingresso grande e accogliente, decorata da lanterne, ricami e ornamenti murali, al piano superiore si trova l’altare di un piccolo tempio.

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Venditrici al mercato di Hoi An
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Ponte coperto giapponese
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Casa di Phung Hung

La seconda attrazione tra le cinque che potevamo scegliere è una delle più famose: la Casa di Tan Ky, costruita due secoli fa come residenza di un ricco mercante vietnamita, è stata conservata con cura per sette generazioni della stessa famiglia.
La casa ha delle influenze sia giapponesi che cinesi. Il retro della casa si affaccia sul fiume. In passato questa parte dell’edificio veniva data in affitto a mercanti stranieri. Alcuni segni sul muro ricordano l’altezza delle recenti inondazioni; i segni più in alto corrispondono all’alluvione da record del 1964 (quando l’acqua ricoprì il piano terra quasi per intero).




Sempre vicino al Ponte si trova la “sala riunioni di tutte le congregazioni cinesi“, fondata nel 1173. All’ingresso si ammirano i ritratti degli eroi della resistenza cinese in Vietnam che perirono durante la seconda guerra mondiale.
Il Tempio è dedicato a Thien Hau ed è molto suggestivo grazie alle spirali rosse dove brucia l’incenso.

L’altra sala che abbiamo visitato è la “sala riunioni della congregazione cinese del Fujian“, all’inizio utilizzata come sala riunioni poi trasformata in un tempio dedicato al culto di Thien Hau, una divinità originaria della provincia cinese del Fujian.
Sulla parete di fronte sono invece raffigurati i capostipiti delle sei famiglie del Fujian che abbandonarono la Cina alla volta di Hoi An nel XVII secolo, dopo la caduta della dinastia Ming.
Vicino all’altare centrale si osservano tre fate circondate da figure più piccole che rappresentano le levatrici, ognuna delle quali insegna ai neonati una delle diverse cose che dovranno apprendere nel primo anno di vita. Qui vengono spesso a pregare le coppie senza gli nella speranza che venga concesso loro il dono della prole, e poi offrono alle divinità della frutta fresca.

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Sala riunioni di tutte le congregazioni cinesi
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Sala riunioni della congregazione cinese del Fujian
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Casa tipica di Hoi An

Uno dei templi che più interessanti è stato fondato nel 1653 ed è dedicato a Quan Cong, un generale cinese molto stimato e venerato in quanto simbolo di lealtà, sincerità, integrità e giustizia. La sua statua si trova sull’altare centrale, dietro il santuario, vicino alla statua del suo cavallo bianco. Molte suggestive le grondaie a forma di carpa sul tetto intorno al cortile interno: questo pesce della mitologia cinese, simbolo della pazienza, è un elemento molto ricorrente a Hoi An.

Il museo che abbiamo scelto di visitare è il Museo di Arte Folkloristica che si trova in un’antica e splendida casa di commercianti cinesi costruita 150 anni fa. Qui si possono ammirare i vari attrezzi utilizzati dai pescatori, strumenti musicali, abiti tradizionali e alcune bellissime fotografie.
La sera la Città Vecchia acquista ancora piu fascino, grazie alle splendide lanterne che illuminano le strade e le case. Accanto al fiume simpatiche vecchiette vendono delle lanterne che si possono poi appoggiare sul fiume, lasciando che la corrente dell’acqua le trasporti lontano, per i vietnamiti è un gesto portafortuna.
Il Night Market si trova al di la del fiume, con molte bancarelle colorate che vendono lanterne e altri souvenir.
In tutto noi siamo riusciti a visitare 7 attrazioni, perché in due casi non ci è stato richiesto il biglietto! Come abbiamo fatto? Visitando alcuni luoghi nell’ora di pranzo, cioè nel momento in cui i vietnamiti si appisolano, lasciando incustodita l’entrata!

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Tempio Quan Cong
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Lanterne tipiche di Hoi An, alla sera la città s’illumina di magico

Spiaggia di Cua Dai e An Bang
La spiaggia di Cua Dai si trova ad Hoi An, dopo aver attraversato alcune risaie. La spiaggia sta quasi scomparendo a causa dell’erosione costiera, dovuta a una costruzione troppa massiccia di resort affacciati sulla spiaggia e al posto di sabbia bianca, si trovano sacchi enormi piena di sabbia, come quelli utilizzati in guerra. È davvero strano passeggiare su questi sacchi.

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Spiaggia di Cua Dai, facilmente riconoscibile per i sacchi di sabbia
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Spiaggia An Bang ad Agosto

Vi consiglio invece la spiaggia di An Bang che si trova a soli 3 km a nord di Cua Dai. Questa splendida e spaziosa spiaggia di sabbia bianca è ancora abbastanza incontaminata, con le sue palme e i pochi resort, anche se le cose stanno cambiando anche qui.
Si possono affittare lettini e ombrelloni o fare come noi, distendere l’asciugamano e tuffarsi in un mare non azzurro, ma limpido, pulito e caldo.
Sulla spiaggia si osservano delle enormi noce di cocco utilizzate dai locali come piccole imbarcazioni.

Hoi An, tra spiagge di sacchi di sabbia e lanterne… ultima modifica: 2016-09-05T12:00:25+00:00 da Idea Nomade
Posted on: 05/09/2016
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