NyaungshweNyaung Shwe è un piccolo villaggio che sorge all’estremità settentrionale del lago Inle ed è diventato, con il tempo, un vivace centro turistico. Guest house, ristoranti e agenzie organizzano non solo escursioni sul lago, ma anche trekking e gite in biciclette nei dintorni.

Nyaungshwe

Donne Shan dei villaggi vicini a Nyaungshwe

Il tempio buddhista più antico e importante di Nyaungshwe è il Yadana Man Aung e lo si riconosce per la sua splendida stupa dorata. Circondata da un padiglione, custodisce una collezione di tesori accumulati dai monaci nel corso dei secoli, tra cui sculture ed oggetti personali.

Yadana Man Aung Pagoda

Yadana Man Aung Pagoda

Nella cittadina si trovano altri monasteri dove vivono monaci di varie età, ma soprattutto ragazzini. Sicuramente è il luogo dove abbiamo osservato più monaci, gironzolare per strada o occupati nelle loro faccende quotidiane.




Siamo stati anche spettatori di una partita di calcio tra monaci e novizi, che giocavano con le loro tuniche legate alla vita, scalzi in un piccolo campo di ghiaia, davanti al monumento dell’Indipendenza.

Per la serie “non farsi mancare nulla”, ci concediamo ancora un piccolo giretto nel mercato centrale della cittadina, qui è molto bello osservare la popolazione Shan, nei suoi abiti tradizionali!

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Incontro di calcio buddista…

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Mercato di Nyaungshwe

Escursioni in bici

Ma Nyaungshwe non è solo il lago, perché affittando la bicicletta si possono esplorare i suoi magnifici dintorni! Per 1.500 Kyats, abbiamo deciso di affittare per un giornata intera la bicicletta dalla nostra guest house. Le mountbike, (la soluzione migliore) costano tra i 5.000 e 10.000 Kyats al giorno. Purtroppo, non riusciamo ancora a capire il motivo, ma qui non noleggiano scooter o motorini elettrici.

Villaggio Main Thauk

Ci dirigiamo a est, verso un piccolo villaggio: il Main Thauk, che si affaccia anch’esso sul lago Inle. Decidiamo di precorrere la strada principale, le nostre biciclette sono un pò scassate e avendo piovuto la sera prima, facciamo molto fatica.
Per fortuna non è molto trafficata, ci sono pochi camion, qualche motorino, qualche ragazzo in biciclette e ovviamente gli immancabili carri trainati da buoi.
Il panorama è molto suggestivo, campi coltivati, risaie e piccole capanne circondate da verdi colline.

Arrivati a Main Thauk, lasciamo le biciclette per percorrere il ponte di legno traballante che collega la terraferma con le varie palafitte che si affacciano sul lago.
Qui osserviamo i pescatori che cercano di liberare il canale dalla fitta vegetazione e donne che aspettano un barcaiolo per far ritorno a casa.

Ponte Main Thauk

Ponte di Main Thauk

Main Thauk

Palafitte di Main Thauk

Foresta dei Monasteri

Dopo proseguiamo verso la “foresta dei monasteri”, salendo su per una ripida strada. Siamo obbligati a scendere dalle biciclette, perchè proprio non ce la facciamo, è molto dura come salita.

Il monastero con la stupa dorata è totalmente immerso nella foresta, qui si respira un’aria di tranquillità. Speravamo che ci fosse uno scorcio panoramico sul lago, invece gli alberi coprono tutta la visuale, peccato!

Shwe Yaunghwe Kyaung

Torniamo verso Nyaungshwe e visitiamo un tempio che si trova a 2 km a nord della cittadina: lo Shwe Yaunghwe Kyaung. Un caratteristico edificio in legno con le finestre a forma ovale.
Ritorniamo nella nostra guest house, stanchi morti, oggi abbiamo percorso oltre 30 km. Il nostro sedere non c’è la fa più e Luca è riuscito a anche a bucare!

Tempio Shwe Yaunghwe Kyaung

Tempio Shwe Yaunghwe Kyaung

Escursioni a piedi

Il giorno seguente, ancora con il culo rotto, decidiamo di fare un altro giro, ma questa volta a piedi, attraverso alcuni piccoli villaggi che si affacciano sul lago.

L’aspetto più affascinante è osservare la quotidianità della gente locale che ha deciso di vivere sull’acqua. Le donne sono intente a lavare i panni o le stoviglie nel canale, mentre i figli piccoli giocano accanto a loro, ragazzine che si lavano vestite nel medesimo canale, uomini che pescano con le loro barche o che aggiustano la propria casa.
Tutto si svolge con lentezza, serenità, nonostante le difficolta per la mancanza dei confort moderni.

Le persone ci accolgono sempre con gentilezza, sorridendoci, soprattutto i bimbi che non vedono l’ora di salutarci.

Villaggio Kan Hlaywa

Molto bello è il villaggio di Kan Hlaywa, che all’entrata espone un cartello con il numero di persone che ci vivono all’interno, censendo accuratamente le donne e gli uomini

Villaggio Kan Hlaywa

Cartello di Kan Hlaywa

Mentre torniamo, oltre ad osservare maiali che dormono vicino le case, mucche, capre, papere e galline, avvistiamo anche un piccolo serpente, per fortuna morto…!

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