Lago Inle lo zaffiro del Myanmar

Il lago Inle è un lago di acqua dolce situato nelle montagne dello Stato Shan ed è il secondo lago per grandezza in Myanmar.
Questa zona è abitata dalla minoranza Intha, letteralmente: “figli del lago“. Si tratta di persone che vivono direttamente sull’acqua, su palafitte costruite lungo le sponde del lago.

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Palafitte sul lago Inle

Per l’escursione ci siamo affidati a una delle tante agenzie che si trovano sulla via principale, la quale ci ha proposto il giro più lungo intorno al lago, che tocca, oltre ai vari siti turistici, anche zone meno battute, come il villaggio di Kyauk Daing.
Prezzo della barca privata: 20.000 Kyats, più 2.000 Kyats di mancia.
Durata del tour: 8:00-15:30

Partiamo presto, prima delle 8 siamo già sopra la nostra barca di legno, seduti comodamente su due sedie imbottite.
Il nostro “barcaiolo” è un ragazzo giovane che parla qualche parolina d’inglese, ma comunque generoso e volenteroso come tutti i birmani.

Appena ci allontaniamo da Nyaungshwe, si apre uno splendido panorama, piccoli villaggi costruiti su palafitte, dove le case tradizionali ospitano diverse famiglie.
Le più semplici hanno pareti di bambù intrecciato su strutture di teak, le case piu ricche sono interamente in teak (legno).
È straordinario osservare la vita di queste persone che vivono praticamente sull’acqua, come si lavano e come lavano stoviglie e panni sporchi.
Tutti, compresi i bambini, si spostano da una casa all’altra pagaiando su snelle canoe piatte. Sotto ogni casa c’è almeno una barca ormeggiata.
La maggioranza adesso utilizza le barche piu grosse, mosse da motore diesel, che viaggiano velocissime sollevando ampi schizzi, ma quasi sicuramente troverete ancora molte persone che adoperano dei semplici tosaerba con un’elica attaccata.

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Barca per l’escursione sul lago Inle

La nostra prima fermata è al mercato del villaggio di Khaung Daing, un piccolo mercato sulla terraferma dove vendono prodotti locali, dalle verdure alla carne, ai vestiti. Osserviamo pochissimi turisti, ma tante persone locali che arrivano dai villaggi limitrofi.
Il mercato dei contadini viene ospitato a rotazione tra una località e l’altra sulle sponde del lago Inle, dipende dal giorno della settimana.

Dopo risaliamo sulla barca per ammirare da più vicino gli orti galleggianti, i contadini intha coltivano pomodori e altre verdure su tappeti galleggianti di fertili alghe ancorati al fondo del lago con lunghe canne di bambù.
Noi abbiamo osservato soprattuto piante di pomodori, infatti la comunità, in stagione, produce cinquanta quintali di pomodori al giorno. Gli orti sono fertilissimi e non vengono mai sommersi dall’acqua perché, galleggiando, seguono le variazioni di livello del lago.

Quando si esce dai canali stretti, coperti di vegetazione e canneti e si osserva il lago nella sua interezza, l’emozione è davvero grande, ma l’aspetto piu interessante è osservare i famosi pescatori birmani che stanno a un’estremità della barca e remano, appoggiando il remo su una gamba e tenendosi in equilibrio sull’altra. Hanno sviluppato questo stile unico perché stando in piedi è possibile districarsi più agevolmente tra le canne e la vegetazione galleggiante del lago e perché le mani restano libere per manovrare le reti.
Sembrano letteralmente dei ballerini!

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Mercato di Khaung Daing
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Contadina sugli orti galleggianti
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Pescatore sul lago Inle

Visitiamo vari negozi di artigianato, chi lavora l’argento, chi produce sigarette naturali, chi, utilizzando le fibre ricavate dai fiori di loto, produce splendidi prodotti, come sciarpe e vestiti.
Questa antica pratica di tessera viene praticata solo in questa zona del Myanmar ed è veramente interessante tanto quanto il prezzo con cui vengono venduti i loro prodotti!




Visitiamo un altro piccolo villaggio, Kyauk Taing, che si trova all’estremità meridionale del lago, a circa un’ora e mezzo da Nyaungshwe. Il villaggio che si sviluppa sulla terraferma è importante per la produzione di ceramica e osserviamo il lavoro di una donna intenta a realizzare piccoli vasi, plasmando la creta, nella sua semplice capanna. Luca si è sperimentato a realizzare un suo personale vaso di ceramica e dopo vari tentativi, è riuscito nel suo intento!
La pagoda che si trova vicino a questo villaggio, risplende grazie al bianco della calce e al dorato di alcune stupe.

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Una capra mentre si cimenta nella lavorazione della ceramica
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Una capra in un tempio buddista
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Tessitrice del fiore di loto
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Lavorazione del tabacco

Dopo andiamo verso un altro piccolo villaggio galleggiante per osservare da vicino le donne giraffa, chiamate cosi perché indossano anelli a spirale pesanti attorno al collo, rendendolo, appunto lungo, come quello di una giraffa.
Avevamo deciso di non visitare il villaggio in Thailandia, dove venivano esibite come attrazione. In realtà anche qui sono un’attrazione turistica, infatti sono sedute all’interno di un negozio, aspettando che le persone le fotografano. Averle vista da vicino ci ha messo parecchia tristezza e nello stesso tempo curiosità di capire la loro vita.
Queste donne appartengono al gruppo tribale dei padaung e vivono nello stato del Kayah.
L’usanza femminile di mettere intorno al collo queste bobine di ottone fin dall’eta’ di cinque anni ed aumentano in numero con l’età. Il reale motivo di questa antica credenza nessuno lo conosce veramente, alcuni dicono sia nato con la necessità di rendere meno attraenti le donne padaung agli occhi dei razziatori delle tribù vicine. Altri studiosi affermano che l’usanza deriva dalla loro religione animista che vede come simbolo principale un serpente arrotolato intorno ad un cilindro.
L’effetto visivo del collo allungato si ha perché il pesante metallo di ottone deforma le clavicole e le vertebre cervicali, abbassando le spalle rispetto alla testa.

Ci rechiamo nel Monastero più importante del lago Inle, il Nga Hpe Kyaung, famoso per i gatti, che i monaci, come passatempo tra una recita delle scritture e l’altra, hanno addestrato a saltare attraverso i cerchi. In realtà noi abbiamo visto solo molti gatti ma nessuna dimostrazione.
La grande sala in legno si ammirano varie statue in stile shan, tibetano e bagan, poste su piedistalli di legno riccamente decorati a mosaico. Ovviamente anche il monastero è stato costruito su una palafitta.

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Donne giraffe
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Tempio Nga Hpe Kyaung

Ritorniamo verso Nyaungshwe, godendoci questo incredibile panorama, osservando le barche strapiene di persone che ritornano nelle loro case-palafitte, abbiamo osservato anche una piccola barca piena di bimbi, al ritorno da scuola ed era la ragazzina più grande che remava.
Consigliamo a tutti di visitare il lago Inle, ti sembra di essere in un altro mondo, sospeso nel tempo…!

Lago Inle lo zaffiro del Myanmar ultima modifica: 2016-06-25T06:17:38+00:00 da Idea Nomade
Posted on: 25/06/2016

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