Hsipaw è famosa tra i viaggiatori per essere il punto di partenza dell’ escursioni fra le colline abitate dalle tribù Shan.

Hsipaw, a contatto con la cultura Shan!

Bambina Shan

Ma ahimè essendo la stagione dei monsoni, abbiamo deciso di non prendere parte a nessun trekking (molti sentieri erano completamente impraticabili). Quindi ci siamo limitati a trascorrere i nostri giorni visitando Hsipaw e i suoi dintorni!



Che cosa fare a Hsipaw

-Lungo il fiume si trova il Mercato Centrale, dislocato in parte in bancarella all’aperto di frutta e verdura, l’altra parte in vari magazzini, adibiti a negozi, che vendono le uniformi per la scuola, vestiti, i capellini tipici, realizzati con la paglia, stoffe colorate.

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Zona del Mercato Centrale

Mahamyatmuni Paya

A sud del centro si erge la Mahamyatmuni Paya, la più grande e importante pagoda di Hsipaw. All’interno si trova una grande statua di Buddha in ottone, ma era chiusa da una grata, quindi siamo solo riusciti a intravederla.
Molto bello il laghetto con molti fiori di loto, che si trova accanto al tempio, con molti pesci affamati che aspettano l’arrivo di qualche mollica di pane.

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Mahamyatmuni Paya

Myauk Myo

Myauk Myo è la zona antica di Hsipaw, definita anche la “Little Bagan”. Dista dal centro circa 2 km a nord, raggiungibili, quindi facilmente a piedi.
Qui si trovano antichi edifici e stupe in mattoni, alcune totalmente distrutte o inglobate nella vegetazione, bisogna comunque ammettere che con la vera Bagan ha ben poco in comune.

Madahya Monastery

Molto bello il Madahya Monastery, un monastero molto particolare, realizzato in teak, abbastanza malandato, da renderlo antico e vissuto.
All’interno si ammira il Buddha di Bambù, realizzato 150 anni fa con strisce di bambù, oggi nascoste sotto molteplici strati di foglie d’oro. Davanti si osserva un laghetto, circondato di palme, con moltissimi fiori di loto.

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Madahya Monastery

Palazzo Shan

Abbiamo provato anche a visitare il Palazzo Shan, dove vive Mr Donald, incuriositi dalla sua storia. Mr Donald è il nipote dell’ultimo principe Shan, imprigionato dalla dittatura e da poco rilasciato. Purtroppo un cartello attaccato al cancello, avvisava che il palazzo era chiuso. Peccato!

Escursione al Nam Tuk e Nam Oon

Vicino a Hsipaw si trova la cascata “Nam Tuk” e delle vasche di acqua termali, le “Nam Oon“. Abbiamo deciso di intraprendere questo breve trekking, percorrendo non la strada principale, ma costeggiando un fiume, passando prima da una fabbrica che produce noodles (piatto principale nella cultura Shan) e poi in mezzo ai campi coltivati e a piccole capanne di paglia, dove vivono famiglie di contadini che ci hanno accolto sempre con gran un sorriso.

Purtroppo, essendo la stagione delle pioggie, è stato difficile camminare su alcuni sentiere, perché le pozzanghere erano grandi come laghetti.

Nel frattempo un grosso acquazzone si abbatte sopra le nostre teste, ma per fortuna una simpatica famiglia locale, ci invita a riparaci a casa loro e molto gentilmente ci offre anche una tazza di tè caldo. Ne approfittiamo sperando che finisca di piovere!

Dopo aver consumato la nostra merenda, ci mettiamo nuovamente in cammino prendendo la strada normale che passa attraverso campi di riso, un cimitero e una discarica a cielo aperto. Qui abbiamo potuto osservare varie famiglie vivere in mezzo all’immondizia.

La strada è abbastanza fattibile e costeggia i campi coltivati e dove, bisogna attraversare il fiumiciattolo, hanno costruito piccoli ponti realizzati con delle canne di bambù o semplicemente utilizzando tronchi di legno.

Il panorama è davvero splendido: le verdi colline, le risaie e in lontananza la cascata, per un attimo ci hanno catapultati a Vinales, Cuba.

Arriviamo quasi in cima, dove nasce la cascata, ma causa del terreno molto scivoloso e coperto di fango, decidiamo di tornare indietro, prima di cascare come due pere cotte!

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I noodles in fase di asciugatura, sono simili agli spaghetti!

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Panorama di Hsipaw, simile a quello di Vinales a cuba

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Alcune capanne che s’incontrano sulla strada

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Per arrivare alla cascata bisogna passare su alcuni ponti traballanti come questi

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Cascata Nam Tuk

È divertente osservare gli altri turisti salire con le infradito, senza una goccia di sudore, ma soprattutto senza sporcarsi di fango, ma come faranno? La risposta è semplice! Forse perché hanno 15 anni meno e perché non sono due capre maldestre come noi!

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