Hsipaw, a contatto con la cultura Shan!

Hsipaw è famosa tra i viaggiatori per essere il punto di partenza di splendide escursioni fra le colline abitate dalle tribù Shan.
Ma ahimè essendo la stagione dei monsoni, abbiamo deciso di non prendere parte a nessun trekking (molti sentieri erano completamente impraticabili), quindi ci siamo limitati a trascorrere i nostri giorni visitando Hsipaw e i suoi dintorni!

IMG_6435

Che cosa fare a Hsipaw

-Lungo il fiume si trova il Mercato Centrale, dislocato in parte in bancarella all’aperto di frutta e verdura, l’altra parte in vari magazzini, adibiti a negozi, che vendono le uniformi per la scuola, vestiti, i capellini tipici, realizzati con la paglia, stoffe colorate.

IMG_6563
Zona del Mercato Centrale

-A sud del centro si erge la Mahamyatmuni Paya, la più grande e importante pagoda di Hsipaw. All’interno si trova una grande statua di Buddha in ottone, ma era chiusa da una grata, quindi siamo solo riusciti a intravederla.
Molto bello il laghetto con molti fiori di loto, che si trova accanto al tempio, con molti pesci affamati che aspettano l’arrivo di qualche mollica di pane.

IMG_6545
Mahamyatmuni Paya

Myauk Myo è la zona antica di Hsipaw, definita anche la “Little Bagan”. Dista dal centro cittadino, circa 2 km a nord, raggiungibili, quindi facilmente a piedi.
Qui si trovano antichi edifici e stupe in mattoni, alcune totalmente distrutte o inglobate nella vegetazione, bisogna comunque ammettere che con la vera Bagan ha ben poco in comune.
Molto bello il Madahya Monastery, un monastero molto particolare, realizzato in teak, abbastanza malandato, da renderlo antico e vissuto.
All’interno si ammira il Buddha di Bambù, realizzato 150 anni fa con strisce di bambù, oggi nascoste sotto molteplici strati di foglie d’oro. Davanti si osserva un laghetto, circondato di palme, con moltissimi fiori di loto.

IMG_6579
Madahya Monastery

-Abbiamo provato anche a visitare il Palazzo Shan, dove vive Mr Donald, incuriositi dalla sua storia; Mr Donald è il nipote dell’ultimo principe Shan, imprigionato dalla dittatura e da poco rilasciato. Purtroppo un cartello, attaccato al cancello, comunica che il palazzo era chiuso, peccato!




-Vicino a Hsipaw si trova la cascata “Nam Tuk” e delle vasche di acqua termali, le “Nam Oon“. Abbiamo deciso di intraprendere questo breve trekking, percorrendo non la strada principale, ma costeggiando un fiume, passando prima da una fabbrica che produce noodles (piatto principale nella cultura Shan) e poi in mezzo ai campi coltivati e a piccole capanne di paglia, dove vivono famiglie di contadini che ci hanno accolto sempre con gran un sorriso.
Purtroppo, essendo la stagione delle pioggie, era davvero difficile camminare e oltrepassare alcune pozzanghere, grandi come laghetti, infatti, ad un certo punto (mancavano pochi km), siamo dovuti tornare indietro, il sentiero era totalmente impraticabile.
Mentre un grosso acquazzone si abbatte sopra le nostre teste, una simpatica famiglia, dalle chiare origine cinesi, ci invita a riparaci in casa loro e molto gentilmente ci offrono una tazza di tè caldo. Ne approfittiamo sperando che termini di piovere!

Dopo aver consumato la nostra merenda, ci mettiamo nuovamente in cammino prendendo la strada normale che passa attraverso campi di riso, un cimitero e una discarica a cielo aperto, dove abbiamo osservato famiglie che vivevano lì accanto e bimbi che giocavano con l’immondizia, immensa tristezza.
La strada è abbastanza fattibile e costeggia i campi coltivati e dove, bisogna attraversare il fiumiciattolo, hanno costruito piccoli ponti realizzati con le canne di bambù o semplicemente utilizzando tronchi di legno.
Il panorama è davvero splendido: le verdi colline, risaie e in lontananza la cascata, per un attimo ci siamo sentiti catapultati a Vinales, Cuba.
Arriviamo quasi in cima, dove nasce la cascata, ma causa terreno molto scivoloso e coperto di fango e all’elevata umidità, decidiamo di tornare indietro, prima di cascare come due pere cotte!

IMG_6421
I noodles in fase di asciugatura, sono simili agli spaghetti!
IMG_3873
Panorama di Hsipaw, simile a quello di Vinales a cuba
IMG_6486
Alcune capanne che s’incontrano sulla strada
IMG_6498
Per arrivare alla cascata bisogna passare su alcuni ponti traballanti come questi
IMG_6503
Cascata Nam Tuk

È divertente osservare gli altri turisti salire con le infradito, senza sudore, ma soprattutto senza sporcarsi con il fango, come faranno? La risposta è semplice, forse perché hanno 15 anni meno di noi o forse perché non sono due capre maldestre come noi!
Se vi siete portati dietro il costume ed il tempo ve lo permette, al vostro ritorno, girate a a destra sulla strada principale e proseguiti dritti per altri 2 km, fino ad arrivare alle “hot spring”
Nella strada del ritorno a Hsipaw, decidiamo di percorrere il tratto stradale e di fermarci ancora a visitare il tempio dello Standing Buddha.

Hsipaw, a contatto con la cultura Shan! ultima modifica: 2016-06-21T10:00:59+00:00 da Idea Nomade
Posted on: 21/06/2016

Rispondi

Altro... Myanmar
#483.Da Mandalay a Hsipaw (L’imprevisto del viaggiatore)

Per il titolo di questo post, eravamo indecisi fino all’ultimo. Non sapevamo se chiamarlo: “la diarrea del viaggiatore” o “l’imprevisto...

Chiudi