E’ ora di lasciare le 4000 isole, per viaggiare da Don Det a Vientiane!
Il biglietto lo abbiamo comprato in un’agenzia dell’isoletta per 180.000 LAK p/p, perché in guest house ci sarebbe costato un po’ di più.

La barca che ci viene a prendere direttamente nel bungalow passa in anticipo, è già tutta piena di turisti, ma per fortuna che il tragitto è breve (circa 10 minuti).




L’unica cosa brutta è che quando arriviamo nella terra ferma ci lasciano proprio vicino allo scarico della fogna, senza che ci sia una passerella o qualcosa altro per abbandonare la barca…

Da Don Det a Vientiane

Arrivo con la nostra barca sulla terraferma, vicino alla fogna!

Nel piccolo villaggio di Nakasong, ci controllano i biglietti e veniamo smistati in base alla nostra destinazione. Da una parte chi va a Pakse, altri che vanno in Cambogia e chi come noi a Vientiane!

A noi è stato riservato un piccolo minivan, per tutti gli altri un normale bus.

L’Incontro

Riusciamo a disporci comodamente nell’affollatissimo minivan, anche se dobbiamo tenerci i bagagli sulle gambe e in mezzo alle gambe. Siamo tutti occidentali, quasi tutti giovani e nessuno italiano, ma appena dico quest’ultima frase, ecco che un uomo anziano seduto vicino a noi dice: questa lingua mi sembra di conoscerla!

Strano, ma vero, abbiamo un connazionale tutto solo, che viaggerà con noi fino a Vientiane, un caso più unico che raro per le caratteristiche medie di un italiano!

Ci presentiamo e dopo una breve conversazione capiamo subito che Bruno, non è un uomo normale come tutti gli altri. Ha vissuto in Africa e attualmente vive a Londra. Il suo passato è pieno di viaggi e mischiato ai suoi 69 anni, lo rendono un viaggiatore “old style”.

Dopo circa 2 ore di viaggio, attraverso la campagna meridionale del Laos con il nostro minivan tra capanne e ponti, arriviamo nella piccola cittadina di Pakse, qui scendiamo alla stazione dei bus VIP diretti nella capitale.
Andiamo nella nostra agenzia per convertire il nuovo biglietto. Fa molto caldo forse perché sono le 2 del pomeriggio, comunque il nostro bus, “lo sleeping bus”, partirà alle 20:30. Quindi abbiamo tutto il tempo per andare a pranzare e girarci la cittadina con molta calma!

Le ore che mancano alla partenza le passiamo in compagnia di Bruno, ascoltando tutta la sua vita, ma alla fine il bello di viaggiare è anche questo. Conoscere gente nuova, ascoltare le varie storie e condividere le proprie passioni.

Il Viaggio

Alla sera, quando il caldo è opprimente e non si fa altro che sudare, arrivano tanti , tantissimi altri turisti, il bus terminal è invaso da ragazzini anglosassoni.
Alle 20:00 in punto (i laotiani per ora sembrano essere puntuali) aprono il bus e noi per la prima volta in oltre 500 giorni di viaggi, mettiamo piede in uno sleeping bus!

Questi bus, sono molto diffusi in Vietnam, Cambogia e Laos. In poche parole non hanno i sedili normali come tutti gli altri, ma comodissimi letti, l’equivalente delle nostre vecchie cuccette dei treni.
Io e Roberta ci disponiamo nei nostri posti, sulla parte superiore, sotto abbiamo una coppia asiatica e davanti a noi c’è Bruno con un ragazzo cinese!

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Le #2caprenelmondo al primo viaggio con gli sleeping bus

Anche se il bus ha un bagno, durante il viaggio notturno, facciamo solo una sosta per la toilette, il resto sono solamente stazioni e controlli della polizia.

L’Arrivo

Alle 6:00 del mattino arriviamo a Vientiane, più precisamente alla stazione sud della città a circa 10 km dal centro! Fuori ci sono già i tassisti dei tuk tuk e dei collettivi che ti invitano a salire sul loro mezzo per 40.000 LAK p/p.

Noi ovviamente rifiutiamo e aspettando Bruno che si sistemi con le sue valigie, ci incamminiamo fuori dal terminal. Anche qui ci sono altri tassisti che offrono una corsa al centro per 30.000 LAk p/p. Contrattiamo a 15.000 p/p, l’autista accetta e in un batter d’occhio ci ritroviamo in compagnia di altri ragazzi dentro un mezzo diretto a Vientiane.

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Bruno, il nostro amico viaggiatore “old style”

Ma Bruno dov’è? E’ questa la prima cosa che abbiamo detto poco prima di partire, non lo abbiamo più trovato!
E va bè… Alla fine lui si che è un vero viaggiatore, non avrà sicuramente bisogna di noi per sbrigarsela!

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