#643.Da Delhi ad Agra (Il Karma indiano)

Prima di recarci in India, avevamo tanti presupposti negativi sui treni indiani e sulle ferrovie indiane, alcune si sono rilevate fondate e altre meno.


Sicuramente i vagoni ferroviari dei treni, non sono in ottime condizione, sono sporchi e maleodoranti, pieni di mendicanti e venditori ambulanti, non sono neanche il mezzo più comodo e confortevole, per spostarsi in India, ma sicuramene sono economici.
Ad esempio, per raggiunge Agra da Delhi, ci vogliono solamente 170 INR (in agenzia o negli alberghi, chiedono anche 400 INR), cioè poco più di 2€ a persone, in Italia a quel prezzo compri a malapena un biglietto del bus pubblico.
Un altro motivo tanto temuto di prendere i treni indiani, si presenta nel momento che bisogna fare il biglietto.
Se si ascoltano i consigli di travel blogger o la procedura statale, passa completamente la voglia di viaggiare in treno, infatti non c’è niente di più sbagliato che seguire quei consigli.
Per fare i biglietti dei treni, il metodo migliore, è quello di recarsi direttamente alla stazione, e seguire le indicazioni per gli stranieri. Cioè in quasi tutte le stazioni delle città indiane, c’è uno sportello per turisti, con i posti riservati, basta recarsi in stazione solo qualche giorno prima di partire (per essere sicuri di trovare posto), anche se negli sleeper class, non ci dovrebbe mai essere problema!

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Una capra alla stazione di New Delhi

Oggi partiamo dal binario 3, con un ritardo di 5 minuti, sono le 11:30, questo è il nostro secondo viaggio in treno in India. Il nostro vagone è semivuoto, anche oggi siamo stati fortunati, possiamo viaggiare tranquilli, comodamente seduti ai nostri posti.
Nel nostro scompartimento, ci sono anche due russi moscoviti, molto simpatici. Uno sembra uscito dal film Armageddon (ripara qualsiasi cosa), l’altro un ragazzo molto giovane è un web designer, che se non fosse per il suo chiaro accento russo, direi che assomiglia più ad un ragazzo californiano.
Il viaggio verso Agra è abbastanza veloce, ci voglio circa 3 ore per ricoprire poco più di 200 km. Facciamo una sola fermata, ma praticamente salgono poche persone. Fuori dal finestrino, si vedono campi coltivati, baracche, baracche e ancora baracche, la povertà fuori dalle grandi città e nelle zone rurali è molto forte, sembra di essere in Africa.

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Karma indiano alla stazione di Delhi

Quando arriviamo alla stazione di Agra sono le 14:30, ci rechiamo come sempre in questi casi, alla postazione dove ci sono i taxi pre-pagati. Mentre ci avviciniamo, ecco che spunta un uomo, dall’aspetto distinto, con un ottimo inglese, che ci chiede dove andiamo. Gli facciamo vedere l’indirizzo della nostra guest house e lui dice di sapere dove si trova e vuole 150 INR. Contrattiamo facilmente a 120 INR, lui accetta e partiamo.
Nel tragitto, questo autista, ci chiede dove andiamo, quanto stiamo, se vogliamo vedere il Taj Mahal, cosa abbiamo visto e cosa pensiamo dell’India, insomma vuole chiacchierare, ma qui è prassi che prima o poi cosi facendo ti rifilano sempre qualcosa…
Ormai siamo abituati a questi personaggi. In India, 9 volte su 10 sono truffatori, quindi molto educatamene rispondiamo alle sue domande, ma tralasciamo ogni alibi a future offerte!
Mentre ci dirigiamo alla nostra guest house, ecco che improvvisamente l’uomo sterza a sinistra, mentre nel mio navigatore bisognava girare a destra (molto probabilmente voleva portarci in un altro albergo e prendersi la cagnotta). Gli faccio notare la cosa e lui tempestivamente mi chiede di indicargli la strada.
Ma stranamente questa volta il mio navigatore fa cilecca, non c’è nessuna guest house qui. Allora accendo Google Maps e proviamo andare nell’altro luogo indicato dal più famoso navigatore internazionale, ma anche qui sembra non esserci nessuna guest house. Strano per ben due volte i navigatori sbagliano, è la prima volta che ci capita una cosa del genere!
A questo punto, l’autista (sempre in maniera gentile) dice di seguirlo perché lui sa dove si trova!
Ok! Accettiamo tanto non abbiamo altra scelta, ed in effetti aveva ragione!
Gli lasciamo 30 Rupie in più di mancia, ma prima di salutarci insiste di accompagnarci al Taj Mahal per 200 Rupie, perché per lui, oggi l’ingresso sarebbe gratuito.
Ah si? Come no? E sarebbe gratuito per noi? Qui in India, dove si paga ogni cosa e dove c’è una truffa dietro ad ogni angolo?




Quando facciamo il check-in nella nostra guest house, ad un certo punto il proprietario, ci avverte che se facciamo in fretta a sistemarci in stanza, possiamo ad andare a vedere il Taj Mahal, perché oggi per la seconda volta in un anno è gratuito! Noi non ci crediamo e subito ripensiamo all’autista. Aveva ragione!
Più veloce della luce, prendiamo la Gopro, i passaporti ed un tuk tuk e ci dirigiamo al Taj Mahal.
Forse oggi il Karma indiano ci ha ripagato entrambi, 30 Rupie all’autista come mancia e a noi di 2000 Rupie!

#643.Da Delhi ad Agra (Il Karma indiano) ultima modifica: 2016-11-23T12:01:13+00:00 da Idea Nomade

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