#634.Da Kolkata ad Amritsar (Da Est a Ovest)

Oggi si vola verso Ovest, dobbiamo raggiungere Amritsar, una cittadina Sikh vicino al confine con il Pakistan!
La nostra giornata inizia molto presto, alle 4:15 abbiamo già il tassista che bussa alla porta (gli indiani sono persone abbastanza puntuali), a quest’ora la città sembra un grosso dormitorio pubblico, ovunque nei marciapiedi o nei giardini c’è gente che dorme, il traffico per una volta tanto è inesistente, infatti dopo circa 30 minuti siamo in aeroporto. Costo del taxi: 500 INR.

Per questo viaggio ci siamo affidati all’unica compagnia aerea che collegava le due città, cioè SpiceJet.
L’unico problema di viaggiare in aereo in India, sono i controlli di sicurezza, un vero sfinimento! Ma oggi abbiamo un altro problema perché il governo indiano ha deciso di annullare le banconote da 500 e 1000 INR, cioè quelle più usate, del rispettivo valore di circa 7 e 14€, quindi nessun esercizio commerciale accetta più queste due valute, si può pagare o con carta di credito o con la banconota da 100 Rupie, cioè 1,5€ circa.
Mentre siamo in attesa al gate del nostro aereo, decido di provare a farmi cambiare una banconota da 500 INR comprando un the al bar, ma il commesso molto intransigente non si fa corrompere e reclina ogni mia offerta, compreso quella di falsa testimonianza: ho provato a dirgli che mia moglie fosse incinta e aveva bisogno di qualcosa di caldo, ma non c’è stato verso!
Dopo un pò vedo arrivare una ragazza molto giovane, con in mano un bicchiere di the e dice che l’ha comprato lei per noi!
Era la ragazza dietro di me che sentendo tutto il discorso, si è sentita in dovere di aiutarci. Chissà in Italia quante persone avrebbero fatto la stessa cosa…?

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I voli della SpiceJet ricordano quelli della Ryanair, questo quello per Amritsar

Partiamo puntuali, il volo è breve sono circa 2 ore di viaggio, l’unica cosa che riusciamo a fare o almeno provarci (visto che siamo circondati da bambini chiassosi) è quella di dormire!
Man mano che ci avviciniamo alla pista di atterraggio di Delhi, provo a guardare fuori dal finestrino per scorgere la città, ma fuori non si vede assolutamente niente!
C’è nebbia, molta nebbia, persino quando tocchiamo terra, non ci siamo accorti di niente, perchè fuori non si vede assolutamente niente.
Era da tanto che non vedevamo la nebbia o forse qualcosa che ci assomiglia, perché quella coltre di cappa, poteva essere benissimo smog, essendo Delhi la città più inquinata al mondo!




L’aeroporto della capitale è molto bello, ha l’orchestra che suona dal vivo, ristoranti internazionali, una sala d’attesa strapiena di gente, ottimi bagni, ma nessun wifi gratuito, l’aria condizionata sparata a mille e nessuno che accetta le banconote da 500 o 1000 INR!
Dopo un intero pomeriggio di attesa dove abbiamo avuto anche il piacere di incontrare Marco Materazzi (oggi allenatore di calcio in India) e mangiato la nostra scorta di biscotti, ecco che abbiamo l’amara sorpresa che il nostro volo è in ritardo di un’ora e mezza!
Dopo questo spiacevole inconveniente, finalmente prendiamo il nostro secondo volo (il 40° del nostro viaggio intorno al mondo), quello diretto ad Amritsar.
Dopo appena un’ora di viaggio, atterriamo nella città dei Sikh, infatti insieme noi ci sono solamente persone con turbanti in testa.

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Sala d’attesa dell’aeroporto di Delhi
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Una capra con Marco Materazzi (ex calciatore, ora allenatore)

Ci dirigiamo verso il banco dei taxi pre-pagati, riusciamo a contrattare con una compagnia a 500 INR e per fortuna che accetta le banconote vecchie, altrimenti in città ci saremmo andati a piedi, visto che gli ATM, anche per oggi rimanevano chiusi.
Ma siccome la giornata sembra non finire mai, il nostro tassista non si trova, il taxi c’è, ma manca chi lo guida. Dopo circa 20 minuti finalmente si parte verso il centro cittadino e verso la nostra nuova dimora.
Se prima eravamo a 20 km dal confine col Bangladesh, adesso ad Amritsar siamo a 20 km dal confine con il Pakistan!

#634.Da Kolkata ad Amritsar (Da Est a Ovest) ultima modifica: 2016-11-16T12:00:47+00:00 da Idea Nomade

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