Anche oggi per il viaggio da Kathmandu a Pokhara, dobbiamo svegliarci presto, perché alle 7:00 il bus della Loyal parte da Kanti Path!
Il biglietto lo abbiamo comprato direttamente in agenzia per 700 NPR p/p, senza aria condizionata (ma non servirebbe) e nessun pasto.


Partiamo puntuali, come da prassi nepalese. Il bus non è del tutto pieno, l’ultima fila in fondo è completamente vuota, inoltre (non abbiamo ancora capito il perché) i turisti vengono messi proprio in fondo.
Con noi c’è una coppia freack inglese e un’altra coppia russa (molto particolare), ovviamente vi spieghiamo il perché!



La Partenza

Poco prima che il bus partisse da Kanti Path, la donna si rivolge a Roberta chiedendogli se il mezzo fosse dotato di aria condizionata e toilette.
Roberta, conoscendo i bus nepalesi e considerandosi oramai “donna di mondo”, gli risponde. E’ compreso il servizio di ristorazione con tanto di snack, più servizio cinema, ma per quest’ultimo non garantisco! La donna russa molto soddisfatta dell’acquisto dei biglietti, riferisce il tutto al marito!

A vederli si capiva subito che fossero russi, ma non ci riferiamo solo alla lingua, ma anche alle loro dimensioni!
Lui, classico uomo con lo sguardo duro e perso nel vuoto, alto e ben messo fisicamente. Lei, alta circa 2,20 metri, due spalle che sono simili ad un armadio, un seno che da solo potrebbe pesare intorno ai 100 Kg e delle cosce simili a quelle di un toro.
Insomma, solo a vederli facevano paura, in più entrambi erano vestiti con abiti tecnici, che li rendevano più simili a dei robot da guerra!

Io mi giro verso Roberta e gli dico: “Guarda che se questa ti mette le mani addosso, io non ti difendo mica!”

Roberta:” Tu non ti preoccupare, i russi non mi fanno paura, gli unici che io temo sono gli indiani!”

Da Kathmandu a Pokhara

Sulla destra la donna russa che si aggira con aria minacciosa

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Stazione di servizio nepalese

Il Viaggio

Dopo due ore di viaggio siamo ancora a Kathmandu, esagerando avremmo percorso a mala pena 10 km. In poche parole anche noi abbiamo beccato per la prima volta in due settimane il vero traffico nepalese.
La strada è la stessa per Chatwin, anche le soste sono le medesime. A colazione ci consumiamo una confezione di biscotti comprati il giorno prima dal nostro lattaio di fiducia, mentre per la seconda sosta decidiamo di fare un piccolo spuntino (cioè il nostro pranzo) a base di cucina nepalese: riso, patate e spaghetti!
Ci rimpinziamo bene per un buffet di 400 NPR p/p, compresa l’acqua, ma quella in Nepal è sempre gratuita!

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Pausa pranzo

Ci mettiamo in viaggio, attraversiamo ponti, villaggi e risaie, l’autista ha anche messo un pò di musica nepalese, ma noi gli unici che riusciamo a sentire sono i russi che parlano o meglio lei che parla ed il marito che dorme.
Non abbiamo mai visto una coppia di russi così loquace, lei è assomiglia veramente a “Ivan Drago” .

L’Arrivo

Quando arriviamo finalmente al terminal bus di Pokhara verso le tre del pomeriggio, ad aspettarci c’è il tassista della nostra guest house (ci hanno offerto gratuitamente il servizio pickup), ma c’è un piccolo inconveniente.

Sembrerebbe sparito il ragazzo detto ad aprire il bagagliaio e a consegnare gli zaini.
Mentre finalmente si trova la chiave per aprire il bagagliaio, la donna russa, con aspetto minaccioso si avvicina verso Roberta e gli dice: “Ti spiezzo in due!” (testuali parole)
Tempo di prendere gli zaini e di scappare, sembrava di assistere a una scena del film: Pierino la Peste!

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