#613.Da Kathmandu a Pokhara (La coppia russa)

Anche oggi come per il viaggio precedente a Chitwan, dobbiamo svegliarci presto, perché alle 7:00 il bus del Loyal parte da Kanti Path in direzione Pokhara!
Il biglietto lo abbiamo comprato direttamente in agenzia per 700 NPR a persona, il bus non ha aria condizionata (ma non servirebbe) e non è incluso nessun pasto.

Partiamo puntuali, come da prassi nepalese, il bus non è del tutto pieno, l’ultima fila in fondo è completamente vuota, inoltre (non abbiamo ancora capito il perché) i turisti vengono messi proprio in fondo.
Con noi c’è una coppia freack inglese ed un’altra coppia russa (molto particolare), ovviamente vi spieghiamo anche il perché!




Poco prima che il bus partisse da Kanti Path, la donna si rivolge a Roberta chiedendogli se il mezzo fosse dotato di aria condizionata e toilette.
Roberta, conoscendo i mezzi di trasporto nepalesi e considerandosi oramai “donna di mondo”, gli risponde che oltre a questi servizi è compreso anche il servizio di ristorazione con tanto di snack e merenda nelle ore intermedie, più il servizio cinema, ma per questa forse non garantisce! La donna russa molto soddisfatta dell’acquisto dei biglietti, riferisce tutto subito al marito!
A vederli si capivano subito che fossero russi, ma non ci riferiamo solo alla lingua, ma anche alle loro dimensioni!
Lui, classico uomo con lo sguardo duro e perso nel vuoto, alto e ben messo fisicamente, ma a fare impressione è sicuramente lei: alta circa 2,20 metri, due spalle che sono simili ad un armadio, un seno che da solo potrebbe pesare intorno ai 100 Kg e delle cosce simili a quelle dei corridori da 100 metri.
Insomma, solo a vederli facevano paura, in più entrambi erano vestiti con abiti tecnici, che li rendevano più simili a dei robot da guerra!
Io mi giro verso Roberta e gli dico: “Guarda che se questa ti mette le mani addosso, io non ti difendo mica!”
Roberta:” Tu non ti preoccupare, i russi non mi fanno paura, gli unici che io temo sono gli indiani!”

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Sulla destra la donna russa che si aggira con aria minacciosa
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Stazione di servizio nepalese

Dopo due ore di viaggio siamo ancora a Kathmandu, esagerando avremmo percorso a mala pena 10 km, in poche parole anche noi abbiamo beccato per la prima volta in due settimane il vero traffico nepalese di Kathmandu.
La strada è la stessa per Chatwin, anche le soste sono le medesime, a colazione ci consumiamo una confezione di biscotti comprati il giorno prima dal nostro lattaio di fiducia, mentre per la seconda sosta decidiamo di fare un piccolo spuntino (cioè il nostro pranzo) a base di cucina nepalese: riso, patate e spaghetti!
Ci rimpinziamo bene per un buffet di 400 NPR a persona, compreso l’acqua, ma quella in Nepal è sempre gratuita!

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Pausa pranzo

Ci mettiamo in viaggio, attraversiamo ponti, villaggi e risaie, l’autista ha anche messo un pò di musica nepalese, ma noi gli unici che riusciamo a sentire sono i russi che parlano o meglio lei che parla ed il marito che dorme.
Non abbiamo mai visto una coppia di russi così loquace, lei è veramente “Ivan Drago” della parola.
Quando arriviamo finalmente al terminal bus di Pokhara verso le tre del pomeriggio, ad aspettarci c’è il tassista della nostra guest house (ci hanno offerto gratuitamente il servizio pickup), ma c’è un piccolo inconveniente.
Sembrerebbe sparito il ragazzo detto ad aprire il bagagliaio e a consegnare gli zaini.
Mentre finalmente si trova la chiave per aprire il posteriore del bus, la donna russa, con aspetto minaccioso si avvicina verso Roberta e gli dice: “Ti spiezzo in due!” (testuali parole)
Tempo di prendere gli zaini e di farcela a gambe elevate, perché sembrava di assistere ad una scena di qualche film di Pierino la Peste!

#613.Da Kathmandu a Pokhara (La coppia russa) ultima modifica: 2016-10-24T12:00:54+00:00 da Idea Nomade

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