#522.Da Christchurch a Queenstown (Il metodo Berlusconi)

Per il bus da Christchurch a Queenstown dobbiamo aspettare fino alle 23:00, ma c’è solo un piccolo problema… E’ da ieri che sta piovendo e anche questa mattina la pioggia sembra non cessare.

Quando ci sono queste giornate così uggiose e fredde, l’unica cosa che si può fare è quella di adottare “il metodo Berlusconi”.



Il Metodo Berlusconi

Questo stratagemma ti permette di: rimanere al coperto quando fuori piove o fa freddo, oppure al fresco nelle giornate torride! Ovviamente questo metodo è valido solamente se non hai un altro posto dove andare dopo l’orario del check-out.

Fu proprio Silvio Berlusconi ad invitare le persone anziane a chiudersi in uno dei suoi centri commerciali durante un’estate torrida italiana.

Il Centro Commerciale

Oggi siamo riusciti ad arrivare a piedi, dalla nostra abitazione al centro commerciale (non molto distante) senza bagnarci, perché la pioggia ci ha lasciato un po’ di tregua.

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Ingresso al centro Commerciale

Troviamo anche due splendide poltroncine, in una splendida zona molto tranquilla e poco trafficata dai consumatori, le quali ci terranno compagnia per ben 7 ore di fila.

Potrà sembrare da psicopatici rinchiudersi dentro un centro commerciale per così tante ore, ma l’aspetto positivo e che si entra a stretto contatto con i Kiwi. Osserviamo le abitudini più strane dei neozelandesi: persone vestite come se fossero in inverno, altre come se stessero andando in spiaggia, bambini e genitori scalzi che vanno a fare la spesa ecc..

Alle 6 di sera decidiamo che è arrivato il momento di lasciare il supermercato, oramai eravamo diventati amici degli indiani che raccoglievano i carrelli della spesa.

Purtroppo fuori piove ancora, ma in maniera molto più blanda, sembra quasi che voglia smettere. L’unico tratto dove prendiamo un po’ più di pioggia è nel parco.

Da Christchurch a Queenstown
#2caprenelmondo per l’ennesima volta sotto l’acqua

La Partenza

Ovviamente alla fermata del bus non c’è ancora anima viva, è troppo presto! Ci sediamo sotto il parapetto del museo di Canterbury, qui decidiamo di consumare anche la nostra cena: due panini con prosciutto affumicato.

Nel frattempo si fa buio, l’aria è veramente fredda, forse il termometro non supera i 10°C, ci vestiamo di tutto punto (peggio di quando eravamo in Bolivia) e prepariamo i nostri zaini per il bus.

Per fortuna nostra, il bus arriva con più di 30 minuti d’anticipo, altrimenti ci saremmo congelati lì fuori.

L’incidente

Ma proprio mentre Roberta parte e si reca dall’autista per mostrare il biglietto ed io la seguo a ruota, avviene l’incidente.
Inciampo non so dove, faccio un volo di due metri e finisco con la faccia per terra!
Sento solamente un gran botto e il rumore di qualcosa che si rompe. Preoccupato per il mio PC, cerco di rialzarmi velocemente, ma capisco fin da subito che il PC con tutta la roba elettronica sono salvi, perché che si trovavano nello zaino alle mie spalle.

Forse è qualcosa altro che si è rotto, fatto sta che io non riesco a rialzarmi ed il ginocchio mi fa molto male! In mio soccorso vengono due ragazzi europei (mia moglie è ormai partita per la tangente: ha freddo e vuole solamente salire sul bus), mi chiedono se è tutto apposto e se ho bisogno d’aiuto. Io da vero testardo calabrese, rifiuto categoricamente ogni aiuto e con le mie forze mi rialzo.

E’ stata molto dura, come la botta che ho preso, ma facendomi coraggio e contando sulle mie gambe, mi sono alzato, mi guardo attorno che cosa mi sia fatto, vedo la mia giacca squarciata all’altezza del gomito sinistro, alzo il pantalone fino all’altezza del ginocchio per controllare che cosa mi sia fatto e vedo solamente un taglio poco profondo e un bel livido.

Raccolgo lo zaino grande e la borraccia di Roberta, mi avvicino al bus; mia moglie che non è stupida, mi guarda e mi domanda: ti muovi che ho freddo, sei sempre l’ultimo!
Incurante dell’accaduto, gli lascio il mio zaino e mi reco in bagno a darmi una sciacquata alla ferite.

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Canterbury Museum, il nostro rifugio dalla pioggia

Il Viaggio

Il bus è il solito di Nakedbus (40$NZ p/p), ma con una sola particolarità: non ha i sedili reclinabili!
Immaginatevi il nostro viaggio notturno di 9 ore, senza poter reclinare i sedili e con l’aria condizionata accesa!

Gonfio il mio cuscino per il collo (mi sono fatto un regalo in questi giorni), ma neanche il tempo di fare l’ultima esalazione, che il cuscino esplode proprio sotto i miei occhi. Ormai ho capito: io e la Nuova Zelanda non andiamo d’accordo, non c’è niente da fare!

Dopo qualche ora di viaggio, il bus si è quasi riempito del tutto, la cosa buffa è che l’età media dei viaggiatori o come si chiamano qui backpackers, non supera i 25 anni!

Ma non importa, ormai siamo quasi a destinazione, il paesaggio fuori con le luci dell’alba, il lago e le montagne innevate sono un bello spettacolo della natura!

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L’alba nelle vicinanze di Queenstown

L’Arrivo

Quando arriviamo a Queenstown sono quasi le 8:00 del mattino, fuori fa un freddo cane, forse siamo anche infreddoliti, ma non importa.

Mia moglie ha ancora voglia di rimproverarmi: hai visto come hai ridotto la mia borraccia? L’hai rotta! E’ tutta bollate, adesso dobbiamo comprarne un’altra.

Ecco che cosa avevo rotto quando sono caduto! E’ la mia prima esclamazione della giornata!
Per oggi ci fermiamo qui in questa splendida cittadina al sud della Nuova Zelanda, che ricorda Sestriere in Agosto.

#522.Da Christchurch a Queenstown (Il metodo Berlusconi) ultima modifica: 2016-01-06T13:00:21+00:00 da Idea Nomade

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