#592.Da Banaue a Manila (Il prosciutto spagnolo)

Oggi si torna a Manila, per la terza volta. Alla fine ci siamo fermati solo due notti a Banaue, contro le 4 preventivate, non perché il luogo non ci abbia entusiasmato, ma perché non affittando la moto, siamo rimasti un po’ bloccati senza aver molte possibilità di raggiungere Sagada.
Quindi cambio di programma e via diretti verso Manila per la terza volta in un mese…!

La giornata è uggiosa, anzi al mattino riusciamo a visitare gli ultimi terrazzamenti di riso di Banaue, senza prendere neanche una gocce, al pomeriggio invece si abbatte un forte temporale.
Abbiamo trascorso comunque piacevolmente questa giornata perché conosciamo, prima una viaggiatrice solitaria di Andorra, ma originaria di Barcellona e subito dopo una coppia basca di Bilbao.
Dobbiamo confermare due cose: la prima è che con gli spagnoli riusciamo ad aver un rapporto più profondo rispetto ad altre popolazioni europee o anglosassone, la seconda che lo spagnolo facilita il tutto.
Perché è vero che non coniughiamo neanche un verbo, ma è altrettanto vero, che possiamo fare una conversazione, capendo tutto il contesto, cosa impossibile fino a 20 mesi fa circa.
Quindi ci diamo una bella pacca sulla spalla da soli!

L’unica possibilità che si ha per raggiungere Manila da Banaue è prendere l’unico bus delle 19:00 della Ohayami Trans, vi consiglio di comprare il biglietto qualche giorno prima, perché il bus si riempie molto velocemente e soprattutto di non acquistarlo on-line perché costa di più rispetto al botteghino. Il prezzo è di 450 PHP p/p.
Se all’andata il bus ci aveva lasciato a due km di distanza dal centro del villaggio, questa volta il bus parte proprio dalla strada principale, a due passi dalla nostra guest house, anzi a dirla tutta a 100 scalini da casa nostra. Si perché è questa la distanza che ci separa dal terminal…!
Siamo i primi turisti a salire a bordo, fuori sta diluviando, quindi facciamo questi scalini a passo di leopardo anzi di capra, ma ci laviamo ugualmente tutti.
I posti che abbiamo, sono il 7 e 8, gli stessi dell’andata, anche il bus è uguale, solamente c’è qualcosa che non va. Forse con la pioggia i sedili si sono ristretti e non abbiamo lo spazio per i piedi da mettere sotto i sedili anteriori, in poche parole, sono due posti per bambini di 3 mesi o 3 anni al massimo.
Come se non bastasse l’aria condizionata è esageratamente forte, sembra di stare in alta montagna, non ci saranno più di 14°C, c’è gente a bordo che ha coperte e giubboni di alta quota, in fondo nei sedili posteriori alcuni hanno accesso anche un fuoco per scaldarsi.




Vicino a noi abbiamo, la ragazza spagnola solitaria e dietro a lei l’altra coppia spagnola, tutti in assetto da montagna.
Partiamo con 5 minuti d’anticipo, e forse per questo motivo che sta piovendo, qui nelle Filippine è un fatto raro partire in anticipo, più raro che unico!
Dopo circa 2 ore di curve, dove una persona normale avrebbe vomitato di tutto e dopo aver visto un film sugli zombi coreani, che neanche un deficiente avrebbe messo un film del genere (solo Roberta è riuscita a vederlo e ad impaurirsi), quando a bordo ci sono dei bambini, finalmente ci fermiamo all’autogrill per fare cena e pipì.
Ci spogliamo dei nostri vestiti: sciarpa, guanti di lana, cappello, giubbotto e felpa, perché fuori (cioè per strada) ci saranno circa 30°C, in più ha smesso di piovere.
Oltre ad andare in bagno ne approfittiamo per mangiare i panini mignon che abbiamo comprato a Banaue e mentre scambiamo due parole con la coppia spagnola (il ragazzo è un patito di calcio come me) sul Torino che ha battuto il Bilbao in coppa Uefa, quasi due anni fà (cioè all’inizio del nostro viaggio intorno al mondo), ecco che vediamo una cosa che non vedevamo più da parecchio tempo.
Il ragazzo nella sua incoscienza tira fuori un pacco di prosciutto (crudo o cotto non mi ricordo più quale sia la differenza) e si prepara due panini.
Io e Roby, ci guardiamo e ci domandiamo: ma dove lo avrà mai comprato che qui non sanno neanche che cosa siano gli affettati? Glielo proviamo a domandare e lui con molta semplicità ci risponde: l’ho portato dalla Spagna!
Come l’hai portato dalla Spagna?
Sì perché sapevo che qui si mangia solo riso e quindi ne ho portati 3 pacchi, ne volete? Ne volete?
Certo che ne vogliamo, se proprio insisti!
Appena ne assaggiamo una fetta, ecco che il nostro palato si sveglia, oltre ad avere una sudorazione abnorme e una palpitazione accelerata del cuore, forse dovuta ad un party delle nostre ghiandole gustative, la cosa che più fa paura sono le felicità che emana la lingua. E’ un tripudio di gioia, sentiamo persino le campane dentro la nostra testa.
Che felicità, non potete capire quanto sia felice a scrivere queste righe, a volte basta poco, sono quelle piccole cose che fanno la differenza, quelle cose che non sono più normali ad essere apprezzate maggiormente.

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Prosciutto spagnolo
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In compagnia della coppia basca

Quando ripartiamo sono già le dieci sera, Roberta riesce a dormire, io l’unica cosa che riesco a fare (essendo praticamente seduto sul sedile come un pipistrello) è quella di ascoltare un po’ di musica e guardare il ragazzo davanti a me che sfoglia il i profili Facebook dei suoi amici.
Alle 4:30 arriviamo a Manila, o meglio ci proviamo, perché qui sembra che nessuno dorme mai, c’è un traffico esagerato, camion con container che girovagano per la città, prostitute quasi ad ogni angolo, ragazzi che giocano a basket per strada e bambini che chiedono l’elemosina un po’ ovunque, in più tutti i semafori sono rossi!
Salutiamo i ragazzi spagnoli che sono diretti all’aeroporto, noi invece ci fermiamo ancora un po’ all’autostazione, Roby, si sdraia a dormire sulle panchine ed io mi metto a guardare il telegiornale filippino insieme ai ragazzi che puliscono i bus.

#592.Da Banaue a Manila (Il prosciutto spagnolo) ultima modifica: 2016-10-05T12:00:00+00:00 da Idea Nomade

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