Akun Cambogia, anche se all’inizio non capivamo bene dove ci trovavamo e come si dicesse “grazie” nella tua lingua.
Appena arrivati nella tua capitale, a Phnom Penh, non sapevamo bene se eravamo in un videogioco di adulti alla caccia della ragazzina cambogiana, oppure in uno dei vostri peggiori incubi, perché mai scorderemo il campo di concentramento.

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Amun Cambogia. Le #2caprenelmondo all’Angkor Wat

Akun Cambogia, perché abbiamo capito che il tuo passato così turbolente e sanguinoso non è una storia così lontana, abbiamo capito che voi cambogiani avete avuto uno spirito di adattamento e di sopravvivenza non indifferente, avete combattuto nel silenzio, ma sempre nel silenzio avete sconfitto non uomo, ma un’apologia. Forse solamente adesso che siamo alla fine del nostro viaggio abbiamo capito perché andate in giro in pigiama, usate lo zucchero al posto del sale e disegnate i pinguini anziché le persone nei cartelli stradali.

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Cartello stradale: attraversamento pedonale!

Akun Cambogia, non avremmo mai immaginato che il tuo mare fosse così caldo e calmo come una piscina, a volte ci è sembrato di nuotare nella calde acque dei caraibi.
Proprio qui al mare a Sihanoukville, più precisamente a Otres, ti diciamo Akun Cambogia, per averci fatto conoscere questa splendida comunità di italiani che si sono trasferiti qui alla ricerca di un posto piacevole dove vivere.

Akun Cambogia, per non aver mai rispettato un’orario dei bus, ma che sia uno! Non siamo mai partiti puntuali, neanche per errore, ma forse siamo noi che sbagliamo e non tu, perché in effetti i viaggi della speranza -quelli lenti- sono quelli dove veramente si capisce di che pasta è fatto un popolo!
Poi ci spieghi perché su due bus, c’erano i finestrini in plastica e perché praticante tutti i sedili erano difettosi o scassati…?
Ma grazie Cambogia anche ai tuoi scooter che per ben due volte ci hanno lasciato a piedi.
Comunque ci hai sempre aiutato, non ci hai mai lasciato soli, mentre io cercavo un gommista e Roberta se la faceva a piedi sotto il sole cocente, sperduti nella campagna, tu ci hai aiutato!
Per chiudere gli “Akun” dei trasporti, sicuramente il grazie più grande lo dedichiamo agli autisti dei “remoke”, in particolare al ragazzo di Phnom Penh (dal passato burrascoso) e all’autista di Siem Reap, che quando gli ho detto che avevo 36 anni, ha incominciato a ridere e a dirlo a tutti i suoi amici.




Akun Cambogia, per averci fatto esplorare la bellissima provincia di Battambang, le splendide rovine di Angkor Wat, la bella città di Siem Reap e le tranquillissime cittadine di Kompong Cham e Kratie. E’ stato piacevole trascorrere qualche giorno in compagnia dei loro sorrisi e ascoltare le loro storie.
Nelle tuo paese tra una città e l’altra, abbiamo festeggiato i nostri “500 giorni di viaggio” e chi lo avrebbe mai detto!

Akun Cambogia, per averci dato la baguette, forse forse questi francese qualcosa di buono l’hanno fatto! Anche perché se non c’ero il pane, mai e poi mai avremmo mangiato tutti quegli insetti che dolcemente tu prepari ogni giorno, in ogni bancarella ad ogni angolo della strada.
Inoltre grazie sentite per avermi fatto provare la carne di cane, con questo bel gesto, adesso è tre settimane che non mangiamo più carne, anche perché se non è di cane, molto probabilmente era di scimmia o di un’animale a noi poco noto! Sarà la volta buona che diventeremo vegetariani?
Comunque grazie per averci fatto mangiare una pizza più che discreta esattamente dopo 100 giorni d’astinenza!

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Ristorante di Siem Reap. Il cartello in basso recita: noi non serviamo topo, gatto, cane, scimmia, serpente o verme!

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Baguette con gamberetti o almeno si spera…!

Ma Akun Cambogia, quello detto con tutto il cuore è riservato ai bambini del tuo paese. Sono veramente una forza, sono i più dolci e più belli che mai abbiamo visto, hanno un’energia che sprigiona felicità da tutti i pori sono quasi terapeutici!
Hanno niente, hanno pochissimo, sporchi e rovinati, a volte nudi e scalzi, a volte con qualche straccio addosso, ma sempre pronti a salutarti dicendoti “hello” e regalandoti un “sorriso sincero”!

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