Per spiegare il Parque de Lencois Maranhenses non basterebbero mille parole, in questo caso per descrivere ciò che i miei occhi hanno avuto la fortuna e il privilegio di vedere sarebbero sufficienti delle fotografie. Sono state proprio delle fotografie a convincermi a venire in questo posto.

Lencois

Lencois

L’eleganza, la raffinatezza, la perfezione creata dal mix di colori e curve che mi trasmettevano hanno fatto si che si creasse nella mia testa un tarlo che diceva: questo posto lo devo vedere a tutti i costi!



Preambolo, quando una persona decide di fare un viaggio a lungo termine, fa una sorta di “must see” composto dalle attrazioni che non può proprio perdersi.

Poi la bellezza del viaggio consiste nel farsi prendere dagli eventi, dai suggerimenti degli altri viaggiatori e dai loro racconti, per modificare e perfezionare quello che sarà poi il suo itinerario di viaggio.

Dopo aver scritto del nulla per una decina di righe, vi svelo cos’è il Parque de Lencois Maranhenses: non è nient’altro che un deserto!

A questo punto una persona normale smetterebbe di leggere, 5 minuti di introduzione dove ci decanta questo posto come se fosse il paradiso ed ha visitato un deserto. A rendere unico questo deserto è la presenza di lagune.

Dune di Lencois

Dune di Lencois

Ora che ho di nuovo la vostra attenzione vi descrivo meglio la mia esperienza.
Dopo un viaggio di 8 ore in un 4X4 riesco a raggiungere Barreirinhas, la città da dove iniziano i tour per esplorare questo deserto, mi reco in centro per capire come poter visitare queste dune nel deserto e mi spiegano la possibilità di andare a visitarlo in due mezze giornate oppure vivere il deserto, attraversandolo interamente a piedi.

Convincermi non è stato così difficile, visto che ho allungato la mia permanenza in Brasile di un mese solo per vedere coi miei occhi se le foto di internet corrispondevano alla realtà.

Vado a fare spese di viveri con la guida, gli chiedo qualche consiglio su cosa portarmi per poi rientrare in ostello, fare il mio zaino col minimo indispensabile e poi a riposare qualche ora.

La sveglia è alle 2, al primo squillo mi alzo col buio e l’adrenalina a mille, avrei finalmente scoperto se quelle foto erano state ritoccate o se esistesse realmente un posto così perfetto.

Dopo circa 1 ora di quadriciclo in mezzo al verde arriviamo ai piedi di una duna bianchissima e altissima, saranno stati 20 metri di dislivello da fare sulla sabbia, che però ci avrebbero portato alla porta di un panorama mozzafiato.

Laguna

Laguna

Era notte, ma la luna piena dava un colore grigio scuro al deserto e permetteva di vedere un minimo per camminare senza luci.

Man mano che camminiamo e che passava il tempo, il colore del cielo inizia a cambiare così come quello del deserto, che era diventato grigio chiaro.

Avvistiamo la prima laguna che man mano si fanno sempre più numerose e dall’alto delle dune iniziano a vedersene anche più di una.

Ci fermiamo alla base di una laguna per fare il primo bagno rinfrescante e per ammirare l’alba. Ci rimettiamo in cammino verso la prima oasi e dopo altre due ore capisco che era il posto perfetto.

Il sole era arrivato e la sabbia era diventata di un color bianco, mi fermo in cima di una delle dune più alte, si sentiva solo il rumore del vento, ovunque ponessi il mio sguardo vedevo solo il profilo delle gobbe.

Le dune sembravano disegnate con Photoshop, le lagune erano di un azzurro da far invidia al mar dei Caraibi e il cielo azzurro creava un dipinto da esporre al Louvre.

Parque de Lencois Maranhenses

Parque de Lencois Maranhenses

La mattinata scorre tra bagni nelle lagune per rinfrescarci e saliscendi tra le dune. Il meteo cambiava continuamente, modificando sempre i colori della sabbia, delle lagune e del paesaggio e dopo 23 km arriviamo nella prima oasi, una capanna all’interno di una famiglia indigena che viveva nel deserto.

Qua si ritorna indietro nel tempo, non c’è internet, non c’è televisione e telefono, l’elettricità c’è dalle 16 alle 20 per via di un generatore. Qui dentro si dorme su delle amache, che visto le poche ore dormite e il numero di chilometri percorsi sembravano di una comodità ineguagliabile.

Capanna nella oasi

Capanna nell’oasi

All’interno dell’oasi oltre alle capanne e alle amache c’erano una gran quantità di galline, capre, polli, porcellini neri e cani che ogni tanto si incontravano anche in mezzo al deserto, il che rendeva la situazione ancora più surreale. La giornata scorre rapidamente andando ad ammirare il tramonto, facendo il bagno nelle lagune e interagendo con la famiglia che viveva nell’oasi.

Tramonto a Lencois

Tramonto a Lencois

La mia curiosità più grande era quella di conoscere cosa gli piacesse della vita nel deserto. Fu una risposta secca da parte dei 5 membri della famiglia: la pace!

Per cena il menù comprende una gallina uccisa davanti i miei occhi (un po’ cruda come cosa), questo ti fa capire le abitudini degli abitanti del deserto.
La sveglia il giorno dopo è alle 3 di mattina, quindi si va a letto presto, ma non prima di essere stati un’oretta davanti a un fuoco.

L’indomani si ricomincia con la stessa routine, fu un giorno più riflessivo forse per via delle nubi, però dopo una breve pioggia si è aperto il cielo e il deserto è tornato di un color perfetto.

Dopo altri 27km, una valanga di bagni e milioni di foto, arriviamo verso la fine del deserto e le lagune iniziano a popolarsi, si sentono i 4x4 e così capisco la risposta della famiglia. La “pace” era finita, chiudo la porta del Paradiso e ritorno sulla Terra!

CURIOSITA’ E INFORMAZIONI UTILI

-La sabbia è così bianca per via delle piogge che la lavano.
-Il periodo delle piogge va da Marzo a fine Maggio, periodo nel quale le lagune sono piene.
-D’inverno fa più caldo che d’estate perché d’estate c’è molto vento.
-Il periodo migliore per vedere le lagune è Luglio, il peggiore va da Ottobre a Gennaio perché le lagune sono vuote.

-I tour possono essere dei giorni che uno vuole e il percorso può essere modificato, partono da Barreirinhas e da Santo Amaro, il mio consiglio è quello di andare direttamente sul posto, le guide sono tante e si può contrattare.
-All’interno delle oasi si può pagare solo in contanti.

-Per il trekking è occorre: uno zaino da 30 litri, con dentro un telo, crema protettiva, una maglietta (consigliano maniche lunghe per il sole, io ho usato maniche corte) e un costume di ricambio, calze, mutande, una felpa, cappellino, occhiali da sole e infradito.
-Costa sicuramente di più che vederle con le escursioni però io la consiglio vivamente, è il posto più bello del Sud America
-Per abbattere i costi e anche l’esperienza in sé, è meglio condividere il tour con qualche gruppo.

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