Incominciamo col dire che buttarsi in bici sulla Carretera de la Muerte è sicuramente una delle cose da fare in un viaggio in Bolivia.
Scendere in bici a tutta velocità su una delle strade più pericolose al mondo come la “Carretera de la Muerte” è una scarica di adrenalina pura – di più – se non avete paura di strapiombi e nuvole impazzite.

In Bici sulla Carretera de la Muerte

Una delle curve più pericolosa della “strada della morte”

Agenzie a La Paz

In Calle Sagarganà ne troverete a decina di agenzia e più o meno propongono tutte le stesse cose: attrezzatura, colazione, pranzo a buffet, trasporto, guida e noleggio bicicletta.
I prezzi variano moltissimo da 270 BOB a 600 BOB p/p, la differenza maggiore è il noleggio della bicicletta. I




l nostro consiglio è di affittare una buona bici, non serve che abbia il doppio ammortizzatore, l’importante è che abbia i freni a disco idraulici. Se volete risparmiare prendete le bici con freni meccanici.
Noi per il nostro tour ci siamo affidati alla Freebike, che previa contrattazione siamo riusciti a ottenere il prezzo di 320 BOB p/p con bici ammortizzata all’anteriore e freni idraulici.

Il Tour

Alle 07:30 abbiamo il ritrovo davanti all’agenzia e in tutto siamo in 9: 5 maschi e 4 ragazze, di cui tre coppie. I più vecchi siamo ovviamente io e Roberta, ma non ci facciamo scoraggiare dall’età.

Il più giovane è un argentino, seguito dall’amico francese, poi c’è una ragazza ungherese e poi in ordine una coppia spagnola, una coppia cilena e infine noi.

La preparazione: colazione e attrezzatura

Per prima cosa veniamo accompagnati in un piccolo ufficio dove facciamo una buona e sana colazione (compresa nel prezzo) a base di pane, marmellata, banane e mate di coca. Quando finiamo, veniamo invitati a scegliere il casco, le scelte sono solamente due: integrale come quelli da motocross (la scelta di Roberta), oppure aperto (la mia scelta).

Dopo circa un’ora arriva il nostro piccolo furgoncino con le bici sopra, sembra che tutti abbiano optato per la bici basica, con noi nel bus oltre all’autista ci sono anche la guida (un ragazzo tedesco, ma residente a La Paz, da più di tre anni) e il cameraman che fa anche da chiudi-pista.

In circa un’ora e mezza arriviamo nel punto più alto a La Cumbre, a circa 4700 mslm, qui l’aria è molto fredda nonostante ci sia il sole. Scendiamo tutti dal furgone, c’è chi si scalda, c’è chi scarica la bici e altri come noi che fanno le foto allo splendido lago circostante.

Qui ci forniscono i vestiti con tutta l’attrezzatura (compresa nel prezzo del tour): pantaloni, giacca, giacchetta con carta rifrangenti, ginocchiere, gomitiere e guanti, ovviamente tutto sommato al casco.

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La Cumbre a 4700 mslm è anche il punto di partenza

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Pronti a partire con tutta l’attrezzatura necessaria in corpo

Ci vestiamo molto velocemente, perché il freddo è pungente e ci viene consegnata subito la bicicletta. Facciamo qualche giro di riscaldamento e capiamo subito che se il prezzo è basso, anche la qualità è scadente, infatti frenano poco. Meglio, ci sarà da divertirsi di più!

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Itinerario asfaltato

La prima parte: il tratto asfaltato

Il percorso è molto bello, ci sono i primi 20 Km di strada asfaltata, ma qui il panorama è forse più bello di quello della Carretera de la Muerte. Si possono osservare splendide cime innevate , qualche casa qua e là, e una natura molto selvaggia.

Si scende mantenendo il lato destra della strada, bisogna fare attenzione al traffico, ci sono camion, auto e furgoni che vanno su e giù per la strada.
Ma la discesa ad alta velocità è garantita, bisogna fare attenzione anche a qualche tornante, ma per il resto è una splendida bicicletta, niente d’impossibile.

La parte asfaltata finisce quando si arriva ad un piccolo casello, qui bisogna pagare 25 BOB p/p (questa cifra non è inclusa nel prezzo del tour) come tassa d’ingresso al Parco Nazionale.

Le bici vengono ricaricate sul furgone e si procede verso la famigerata Carretera de la Muerte, a Cotapata. Adesso il caldo incomincia a farsi sentire, siamo scesi di quota, sul furgone c’è un bel clima, si scherza e si ride sulle prestazioni fatte in bicicletta.

Ad un certo punto arriviamo ad un bivio, imbocchiamo la strada sterrata e qui la nostra guida ci indica che questa sarà la nostra prossima avventura. Prima ci fermiamo in uno spiazzale a fare merenda: panino, cioccolato alla quinoa, banane e coca-cola (tutto compreso nel prezzo).

La seconda parte: Carretera de la Muerte

Qui iniziano i restanti 40 Km di discesa libera. Adesso è obbligatorio mantenere il senso di marcia sul lato sinistro, in modo da essere ben visibili.
Se prima il freddo era pungente, adesso il caldo incomincia a farsi sentire, ci togliamo qualche maglia, ma ci lasciamo addosso i pantaloni (i quali riparano dal fango) e la giacca (protegge dai moschito).

Io e Roberta, lasciamo andare avanti tutto il gruppo e iniziamo per ultimi questo tratto in discesa sterrata. Io veramente non c’è la faccio e mi faccio prendere dall’entusiasmo, quindi mi butto a capofitto verso la testa dl gruppo.

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Le nostre bici

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La famigerata strada della morta

La strada è molto stretta, qualche volte c’è un guardrail, ma nei maggiori dei casi si vedono solamente strapiombi. Il tratto più bello è sicuramente la curva del diavolo e più avanti dove si trova la cascata.

Qui c’è anche una croce che ricorda i morti avvenuti tramite incidente stradale, circa 250 all’anno, più ovviamente anche qualche ciclista imprudente.
Ormai il caldo è soffocante e alcuni come noi si spogliano del tutto, rimanendo in pantaloncini e maglietta a maniche corte.

La terza parte: l’arrivo

Adesso il peggio è passato, ci rimane da pedalare per un breve tratto pianeggiate, dalla vista mozzafiato.
Abbiamo superato curve a gomito, pozzanghere, evitato altri ciclisti, abbiamo anche avuto tempo di bucare una ruota, se succede qualcosa state pure certi che alla Roby succede, si chiama pessimismo piemontese! Per fortuna che sul furgone c’è un’altra bici, così ha potuto cambiare la bicicletta e proseguire nella discesa.

L’ultimo tratto è forse il più tecnico. Niente di difficile, si scende attraverso tornati e curve cieche, attraversando piantagioni di coca. Quando si incrocia la strada asfaltata a circa 1200 mslm., terminerà la vostra discesa in bici sulla Carretera de la Muerte!

Io arrivo per primo insieme alla guida, non nascondo che abbiamo fatto un pò i pazzi, ma il bello è proprio questo. Poi piano piano arrivati tutti gli altri, tranne la capre di mia moglie, la quale arriva per ultima accompagnata dal furgone. La sua bici non frenava più ed è caduta per terra, ma per fortuna senza gravi conseguenza.

Il ritorno

Qui ci riposiamo tutti quanti, carichiamo le bici sul furgone e ci dirigiamo in uno splendido hotel. Dove abbiamo prenotato il pranzo a buffet (compreso nel prezzo ad eccezione delle bevande). Dopo aver pranzato ci facciamo un bel tuffo in piscina e una sana doccia.

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Piscina del ristorante

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L’ultima foto di gruppo la facciamo tornando a La Paz. Con nostro stupore a La Cumbre, proprio da dove eravamo partiti, stava nevicando!

Al ritorno verso le 19:30 a La Paz, ci viene consegnata una maglietta ed un cd della splendida esperienza che abbiamo trascorso!

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