Gli studi che si sono susseguiti nei secoli ci consentono affermare che l’infanzia sia un’età particolarmente preziosa.
Rappresenta la primavera della vita, la stagione nella quale sboccia l’uomo di domani. È in questo periodo così fecondo che nella mente assorbente del bambino si creano tutte le condizioni cognitive e affettive che saranno sentire il loro effetto nelle fasi successive della vita.

Lavoro a contatto con i bambini e con le famiglie ormai da parecchi anni per osservare quanto -l’istituzione famiglia- abbia subito diverse trasformazioni.
Innanzitutto è cambiata la visione dell’infanzia nella letteratura: si è passati da teorie in cui il bambino è concepito come un uomo in miniatura, proprietà dei genitori, a teorie che, invece, valorizzano ed esaltano per ciò che è: una persona sin dalla nascita, con un proprio modo di essere, di sentire, di vedere e di pensare; con specifiche leggi di sviluppo e propri diritti alla vita.

Anche l’istituzione famiglia ha subito diverse trasformazioni in questi ultimi due secoli: da patriarcale, in cui nella stessa casa vivevano insieme più generazioni (nonni, figli, nipoti, ecc…), si è passati a quella nucleare, in cui ci sono solo i genitori e i figli.
IMG_0468Prima i ruoli uomo e donna, all’interno della famiglia, erano ben distinti: il padre lavorava tutto il giorno, mentre la moglie si occupava della casa e accudiva i figli.
Negli ultimi decenni, le cose sono cambiate e queste differenze sono via via scomparse grazie all’incremento dell’istruzione, il miglioramento dello stile di vita, lo sviluppo tecnologico e altri mezzi a vantaggio dell’uomo; nello stesso tempo questi fattori hanno portato i genitori, entrambi lavoratori, ad avere poco tempo da dedicare alla famiglia o allo svago; delegando alle varie istituzioni (asili nidi, baby-sitter) l’educazione: i bimbi passano ormai moltissimo tempo con persone esterne alla famiglia. Questo può portare degli aspetti positivi come: aumento della socializzazione, maggiore autonomia e sviluppo di diverse attitudini ma, se se il tempo diventa eccessivo, i bambini possono soffrire di solitudine, stress da abbandono.
I bambini, rispetto al passato, sono circondati da diversi stimoli, sono più attivi, apprendono più velocemente e facilmente; sono abituati a viaggiare fin dalla tenera età; hanno accesso facilmente a computer, internet e televisione. Quindi, a un primo sguardo, possono apparire più competenti che in passato ma non bisogna mai confondere informazione con comprensione e intelligenza con maturità.

Penso che, anche nell’era delle tecnologie multimediali, per crescere i propri bambini, sereni e fiduciosi, bisogna valorizzare questi aspetti:
-Essere amati: il bisogno dei bambini di essere amati è sicuramente il più importante.
Alla base del senso di sicurezza dei piccoli c’è la consapevolezza di poter contare su qualcuno che li accetta incondizionatamente.
-Tempo: il secondo bisogno dei bambini da tenere in considerazione è il tempo da dedicare loro. Il dialogo, il contatto fisico, le attività condivise sono condizioni essenziali nella costruzione di un buon rapporto con i figli. Purtroppo i genitori, essendo molto occupati nel loro lavoro, trascorrono poco tempo con i propri figli e quel poco molto spesso è delegato alla televisione. I bambini quindi trascorrono la maggioranza del loro tempo con figure che sostituiscono il ruolo genitoriale: i nidi, le tate e ovviamente i nonni.
-Stabilità: per crescere, i bambini non hanno solo bisogno di stimoli e novità, ma anche di continuità e coerenza. La ritualità dei gesti, giorno dopo giorno, li aiuta a prevedere cosa gli accadrà, infondendo loro un senso di sicurezza.
-Regole: tra i bisogni dei bambini c’è anche la necessità delle regole. Potersi muovere entro limiti prestabiliti genera un senso di protezione nei bambini. L’importante è stabilire delle regole chiare, tenendo sempre conto delle caratteristiche del bimbo ed essere il più possibile coerente. I genitori di oggi molto spesso non danno regole ai propri figli; molti infatti credono in un’educazione libertaria “lassez faire” in cui il bambino è totalmente lasciato libero di esprimersi e agire senza nessun tipo di limite e restrizioni. Altri genitori, invece, faticano a dare regole ai propri figli per paura di essere respinti e per paura di perdere l’affetto.
-Rispetto: significa riconoscere i sentimenti del bambino come autentici e non deriderlo se viene assalito da paure irrazionali. Le emozioni dei piccoli, collera, rabbia, gelosia, possono essere intensissime. Insegnare ad accettarle e a dominarle significa gettare le basi per la futura autonomia ed autostima. Rispetto al passato, i bambini vengono finalmente considerati delle persone con emozioni, desideri ed è indispensabili abituarli fin dalla tenera età a decifrare, esprimere e controllare i propri sentimenti.
-Ascolto: la comunicazione è importante per stabilire un clima di fiducia nelle relazioni. Per instaurare un dialogo positivo con i figli è essenziale mostrarsi disponibili; in questo modo i bambini, saranno portati a fare domande ed esprimere emozioni. I genitori di oggi sono più propensi all’ascolto alcuni però si mettono ai pari dei propri figli, diventando degli amici. Trovo che questo aspetto sia del tutto negativo: i genitori devono mantenere il loro ruolo genitoriale, di autorevolezza, di guida.
-Ritmi: conoscere i ritmi della crescita è fondamentale per rispettare i bisogni dei bambini. Perché i piccoli crescano equilibrati, infatti, è importante che vengano rispettati i loro tempi di sviluppo. Meglio non metterli in situazioni che non sono ancora in grado di gestire, né sottovalutare le loro capacità. Evitare di essere iperprotettivi: vedere pericoli dappertutto può creare insicurezza nel bambino.
-Sostegno alla crescita: per aiutare il tuo bambino a nutrire fiducia nelle sue possibilità di farcela e migliorare, non sostituirti a lui nei momenti di difficoltà. Rendersi, invece, disponibile per indicazioni e suggerimenti. Un atteggiamento incoraggiante è quello che punta a sottolineare i suoi progressi, evitando di mettere sempre in evidenza solo gli errori. In questo modo, il bimbo acquista sicurezza e impara a non demoralizzarsi di fronte ai piccoli insuccessi.
-Gioco: tra i bisogni dei bambini, il gioco è fondamentale. Di movimento, di finzione, strutturato o libero, il gioco è il modo più semplice e congeniale con cui il bambino si accosta al mondo. È la sua attività più importante perché gli consente di sperimentare, sbagliare e correggersi in un clima giocoso, assumere ruoli diversi, insomma, di prepararsi al futuro. Ha, inoltre, un effetto terapeutico: oltre a divertire il piccolo lo aiuta a liberarsi da ansie e preoccupazioni. È importante che il gioco si possa svolgere sia negli spazi chiusi sia all’aria aperta: correre, saltare, arrampicarsi gli consentono di mettersi alla prova e lo aiutano ad acquisire coraggio, sicurezza e autocontrollo. Trovandosi a interagire con i coetanei, inoltre, impara l’arte della trattativa. Non riempire la sua giornata di appuntamenti “programmati”: sebbene le attività strutturate siano utili per apprendere nuove abilità motorie, cognitive e linguistiche, anche quelle spontanee sono essenziali per la sua crescita.
-Scuola: i bambini hanno bisogno di aprirsi al mondo. E’ bene che i bambini imparino a relazionarsi con persone diverse dai familiari e a conoscere le regole del vivere in comunità, che non coincidono in tutto e per tutto con quelle familiari. Famiglia e scuola devono trovare punti di convergenza e collaborare per il bene dei bambini.
Quindi si comprende molto bene quanto l’educazione sia importante per formare degli adulti consapevoli, responsabili e liberi.
È pertanto necessario puntare sull’educazione del bambino di oggi perché possa costituirsi come persona: il fine supremo è potenziare tutti gli aspetti dell’essere umano.

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