Great Ocean Road (GOR): tutto quello che c’è da sapere!

La famosa Great Ocean Road, comunemente abbreviata GOR è una delle strade più amate dagli automobilisti, camperesti e dai viaggiatori on the road.

12 Apostoli
I 12 Apostoli della GOR

Giorni di Viaggio: 5
Distanza percorsa: 854 km
Auto: Fiat Punto a 5p con cambio automatico.
Società di Noleggio: Jucy Wheels
(Scarica qui le informazioni utili sulla guida sicura in Australia)

Alloggi
-1 notte in stanza privata, prenotata su Airbnb;
-3 notti al Bimbi Park Camping

Costi
Auto: 62,18$ AUD al giorno, con assicurazione completa e oneri aggiuntivi.
Benzina: 1,219$ AUD per litro (costo medio)
Alloggi: 237$ AUD
Parcheggi: sempre gratuiti
Strade a pedaggio: 0$ AUD

Altre INFO
La qualità delle strade è buona, le pompe di benzina si trovano un po’ ovunque come i supermercati (i costi sono un po’ superiori alla media).

I limiti di velocità sono 50 Km/h per i centri abitati e 100 Km/h per le altre strade. I parcheggi sono sicuri, ma evitate di lasciare valuta e documenti in bella vista nell’auto.

Si può dormire in auto, ma il campeggio abusivo è vietato, quindi fate molto attenzione dove vi fermate alla sera.

Punto di partenza: Melbourne
Punto di arrivo: Portland

Il nostro viaggio

In 5 giorni abbiamo percorso oltre 800 Km, in realtà basterebbero 4 giorni per percorrere tutta la GOR, ma noi viaggiando con lentezza ci siamo concessi anche un giorno di relax.

I punti panoramici in cui fermarsi sono moltissimi, così come le spiagge, ecco il nostro racconto suddiviso per giornata. Buona lettura!




1° Giorno: Melbourne-Torquay

Ed eccoci qua, davanti all’agenzia Jucy, in coda ad aspettare che ci consegnino la nostra macchina che ci accompagnerà in questi giorni di viaggio.

L’obiettivo è partire da Melbourne e arrivare ad Adelaide in 12 giorni, ma in questo post troverete solo le informazioni per la Great Ocean Road! 

Nell’agenzia ci sono parecchie persone che aspettano, ma in un’ora svolgiamo le pratiche e saliamo a bordo di una FIAT Punto bianca con cambio automatico. 

Agenzia Jucy Melbourne
Agenzia Jucy di Melbourne

La prima tappa è Torquay a circa 96 km. La cittadina è famosa per il surf, infatti qui si trova il Surfworld Museum (entrata 12$ AUD p/p), in cui si ripercorre, attraverso fotografie ed immagini, la storia del surf in Australia.

Divertente osservare le prime tavole in legno di balsa, alcune decorate e altre meno, ma anche la famosa muta del film Point Break.

Dopo il museo siamo andati alla famosa Bells Beach, a circa 7 km, curiosi di vedere le grandi onde cavalcate dai più esperti surfisti. Qui infatti, ogni anno, si svolge la competizione di surf: Rip Curl Pro, che raccoglie i più grandi surfisti di tutto il mondo.

Ma Bells Beach non è famosa solo per questa gara, ma anche perché qua sono state girate le scene del film “Point Break” (pellicola del 1991), che raccontava appunto la storia dei surfisti.
Oggi il mare non era particolarmente mosso, ma si potevano comunque notare molti surfisti aspettare “l’onda giusta”.

Museo Surf Torquay
Tavole da surf esposte al museo di Torquay
Bells Beach
Bells Beach

Point Addis è uno splendido punto panoramico che si trova a pochi km da Bells Beach e da qui partono vari sentieri, tra cui il Surf Coast Walk. Noi lo percorriamo solo in parte, riuscendo ad avvistare, da molto lontano, alcuni canguri.

La nostra prima giornata è giunta al termine, torniamo a Torquay, dove abbiamo affittato una stanza in una bellissima casa.

2° Giorno: Torquay-Cape Otway

Ci svegliamo di buon ora e ci rimettiamo in marcia sulla Great Ocean Road. La prima tappa della giornata è Anglesea, precisamente al campo da golf. Qui si possono avvistare canguri liberi che scorrazzano su e giù per il campo!

Infatti ne abbiamo visti parecchi, piccoli e grandi e non vi nascondiamo l’emozione che abbiamo provato alla loro vista.

Ad Anglesea si trova una bellissima spiaggia: Roadknight Beach, molto tranquilla e senza grandi onde, ideale per imparare a fare surf.

Canguri Anglesea
Canguri nel campo da golf di Anglesea
Spiaggia Anglesea
Roadknight Beach

Ad Aireys Inlet ci siamo fermati per visitare il Split Point Lighthouse, alto 34 metri e ancora utilizzato. Accanto, il vecchio cottage del guardiano, è stato trasformato in un grazioso caffè. Il panorama sulla riserva Eagle Rock è davvero molto suggestivo.

Splint Point Lighthouse
Split Point Lighthouse, ingresso a pagamento

Passiamo sotto la famosa scritta Great Ocean Road, dove si trova anche un monumento per ricordare le persone che hanno costruito la strada, il Memorial Arch.

Memorial Arch
Memorial Arch

Un altro punto panoramico, assolutamente da non perdere è il Teddy’s Lockout, da qui la vista sul mare azzurro e sulle spiagge bianche, è da togliere il fiato.
Da questo punto si può fotografare la mitica Great Ocean Road con le sue curve sinuose.

Great Ocean Road
Teddy’s Lookout

Ritornati sulla GOR ci siamo addentrati nel “Great Otway National Park” per osservare le cascate Sheoak Falls. Per raggiungerle si percorre un breve e facile sentiero, in mezzo al bush ma, essendo estate, non c’era quasi acqua, peccato!

Adesso siamo davvero pronti a vedere il koala, animale preferito di Luca e per fortuna a Kennet River, si possono avvistare. Li si osserva mentre dormono beatamente sull’albero o mangiano le loro amate foglie di eucalipto. Possiamo scriverlo, siamo felici come due bebè…!

L’emozione è stata cosi grossa che decidiamo di raggiungere il campeggio che abbiamo prenotato a Cape Otway, ma prima ci fermiamo in un altro punto panoramico, Cape Patton Lockout.

Cape Patton
Cape Patton

Il nostro campeggio si trova dentro il parco nazionale, in una zona un po’ isolata, (qui non funziona neppure il cellulare o internet). La cosa bella è quella di essere circondati da alti alberi di eucalipto su cui si possono vedere molti koala appollaiati sui rami, davvero bello…!

Kennet River Koala
Koala mentre fa la cosa che più gli piace: drogarsi con l’eucalipto…!

3° Giorno: Cape Otway-12 Apostoli-Cape Otway

Il canto dei pappagalli ci ha svegliato e notiamo che la vita, qui in campeggio, inizia molto presto. Risaliamo sulla nostra spider pronti ad andare direttamente all’attrattiva più famosa della Great Ocean Road: i 12 Apostoli!
Ma, mentre percorriamo la splendida valle di Horden, per poco non investiamo un canguro!

Ci fermiamo vicino alla cittadina di Glenaire per ammirare il panorama a Castle Cove. Il paesaggio è davvero stupendo, le verdi valli sono avvolte da una leggera foschia rendendole mistiche e magiche.

Dopo parecchie curve arriviamo finalmente ad osservare le prime scogliere, alte circa 70 metri.
Scendiamo la Gibson Steps, che porta direttamente nella grandissima spiaggia, dove si possono osservare da più vicino i primi faraglioni.
Nel corso del tempo la forza del vento e delle maree hanno scavato e modellato la roccia calcarea, creando archi e grotte.

Gibson Beach
Gibson Beach

Subito dopo la Gibson Beach, ci rechiamo ai 12 Apostoli, qui ci incamminiamo nei vari sentieri i quali portano a diversi punti panoramici.

I 12 Apostoli sono diversi faraglioni, disposti in fila, abbandonati nel mare, alcuni totalmente intatti, altri distrutti e altri in fase di decomposizione. In realtà non sono proprio 12, ma il nome di questa attrattiva è stata cambiata negli anni per richiamare più turisti possibili.

Lo spettacolo è davvero unico e ti fa capire la forza irrefrenabile della natura.

12 Apostoli
I 12 Apostoli

Dopo i 12 Apostoli, ammiriamo “Loch Arde Gorge e diversi punti panoramici.
In questa zona in passato avvenne un naufragio di un veliero, in cui si salvarono solo due ragazzi.

Loch Arde Gorge
Loch Arde Gorge

Arriviamo a Port Cambel, una piccola cittadina, situata in una splendida insenatura. La sua spiaggia con il mare calmo, è un luogo adatto per fare un picnic.

Le ultime attrattive della giornata sono “Arch e London Bridge“. Arch è un faraglione, a forma di arco disposto proprio in mezzo al mare. Molto suggestivo!

Fino al 1990 London Brige, chiamato ora London Arch, era una piattaforma rocciosa a doppio arco unita alla terraferma con un ponte naturale. Poi un giorno, mentre erano presenti due turisti il ponte si ruppe a metà, i poveri malcapitati erano nella roccia che si staccò da terra; dovettero aspettare i soccorsi dell’elicottero.

London Bridge
London Bridge

Decidiamo di tornare a Otway, nel nostro campeggio e passeggiare nei dintorni per avvistare altri koala. Infatti, per nostra fortuna ne vediamo parecchi, purtroppo sempre appollaiati sui rami più alti, mentre dormono tranquillamente.

4° Giorno: Relax ad Apollo Bay

Questo quarto giorno è dedicato totalmente al relax, infatti decidiamo di andare ad Apollo Bay e crogiolarsi sulle splendide spiagge di questa vivace cittadina.

Siamo riusciti con molti tentennamenti a fare perfino il bagno nell’Oceano, consiglio, mettetevi una muta, l’acqua è davvero fredda.

Dopo abbiamo fatto un giro al mercato, che si tiene tutti i sabati, nel parco si possono ammirare anche delle sculture in legno.

Apollo Bay Spiaggia
Spiaggia di Apollo Bay

Apollo Bay, rispetto alle altre cittadine, è piena di negozi, ristoranti e artisti di strada che suonano musica country.
La nostra giornata finisce qui, facendo un’altra breve passeggiata vicino al campeggio per osservare altri koala, ma purtroppo questa volta, siamo stati meno fortunati e ne vediamo solo due, ma troppo in alto per fotografarli.

5° Giorno: Cape Otway-Portland


E ora di rimetterci in macchina e andare verso Portland per terminare così la Great Ocean Road. Quindi lasciamo il campeggio molto presto, sperando di poter avvistare qualche animale lungo la strada.

E proprio mentre lasciamo il Cape Otway National Park, riusciamo a vedere un koala su un albero e all’improvviso un bel gruppo di canguri che ci guardano incuriositi.
Uno di loro è alto quanto me, ci vuole poco, lo so, ma vederli così grossi non ci era ancora capitato. È divertente osservarli mentre saltano da una parte all’altra del campo e attraversano più volte la strada.

Ripercorriamo per l’ultima volata la GOR, attraversiamo i 12 Apostoli e proseguiamo dritti verso Grotto, un’altra bellissima scogliera a forma di grotta, abbastanza appartata.

Grotto
Grotto

La nostra prossima tappa è Bay of Islands, qui si può godere di splendidi punti panoramici su tutta la baia ed essendo ancora presto non ci sono molti turisti, quindi ce la godiamo con molta calma.

Bay Island
Bay of Island

È arrivato il momento di abbondare la Great Ocean Road che finisce prima di arrivare a Warrnambool e confluisce nella strada Princess Hwy.

A circa 15 km da Warrnambool, facciamo una deviazione verso Tower Hill Reserve, un parco naturale che in passato era una vasta caldera, dove si possono avvistare diversi animali.

Saliamo a piedi il facile sentiero al Peak Climb e incontriamo un canguro di colore nero che mangia tranquillamente, senza essere affatto spaventato dalla nostra presenza.
Riusciamo anche a scorgere un piccolo koala che dorme sull’albero vicino al parcheggio delle automobili

Stiamo per andare via, quando vediamo un Emù, uno struzzo gigante ci taglia la strada, ormai non manca proprio più nessuno, abbiamo avvistato tutti gli animali presenti in questo parco!

Canguro Tower Hill
Kanguro nella Tower Hill Reserve
Emù Tower Hill
Emù nella Tower Hill Reserve

Riprendiamo la strada e andiamo verso Porty Fairy, un piccolo paese che si affaccia sul fiume Moyne. Nel porto notiamo varie barche di lusso e bellissime case sul lungo fiume.

Con una breve passeggiata si può osservare Griffiths Island e un punto in cui il fiume sfocia nell’Oceano. Gli scenari sono magnifici e l’acqua si tinge di un azzurro limpido.

Arriviamo a Portland, la tappa finale di questa giornata, ci fermiamo ad osservare l’Oceano nel punto panoramico vicino al Faro. Nella stagione giusta, da qui si possono osservare le balene!

Great Ocean Road (GOR): tutto quello che c’è da sapere! ultima modifica: 2016-02-19T10:00:32+00:00 da Idea Nomade
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