Gli Aborigeni sono la popolazione più “antica al mondo ancora in vita”.
Abitanti dell’Australia, prima della colonizzazione britannica del XVIII sec., questo popolo diviso in tribù con proprie lingue e tradizioni, occupa tutt’oggi i territori del centro-nord.

Aborigeni

Street Art di Adelaide

Le Origini

Risalenti a circa 50.000 anni fa, vivevano, nel periodo delle piogge in capanne, ma nel restante periodo dell’anno dormivano sotto un albero, a stretto contatto con la terra.




La nudità era considerata simbolo di maturità ed era prerogativa degli uomini. Erano prevalentemente popoli cacciatori-raccoglitori, con una ricca cultura orale e valori spirituali basati sulla venerazione della “terra” e sulla fede nel “sogno”, inteso contemporaneamente come l’antica epoca della creazione del mondo.

Infatti il carattere distintivo di questa cultura è “l’essere tutt’uno con la natura”.
Nella credenza tradizionale aborigena, il paesaggio e la natura sono paragonabili alla Bibbia nella cultura cristiana.

Le armi che utilizzavano per cacciare gli animali erano lance, giavellotti di legno ed il famoso boomerang.

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Foto del Museo di Darwin

L’incontro con la nuova civiltà

L’impatto con i colonizzatori fu devastante per gli aborigeni, infatti molti persero la vita uccisi da malattia infettive come il vaiolo, altri vennero uccisi dai colonizzatori o trattati come schiavi nelle fattorie, ma soprattutto furono derubati dalle loro terre.

Il principio giuridico che regolava la questione indigena nella legislazione inglese e, pertanto, anche in quella australiana, era quello della “terra nullius”: un principio che definiva la terra australiana prima dell’arrivo dei Britannici come una terra vuota.

Questo fu facilitato dal fatto che per la cultura aborigena non esiste la cosiddetta “proprietà privata”!

Il principio è rimasto legalmente in vigore fino al 1992 e, oggi, gli Aborigeni stanno ancora aspettando la restituzione della maggior parte delle loro terre.
Nel corso del XX sec, allo sterminio diretto si è sostituita una politica brutale. Togliere i bambini aborigeni ai loro genitori, per affidarli alle famiglie bianche o ai collegi missionari, con l’obiettivo di sradicare ogni traccia della loro cultura e della loro lingua.

La “generazione rubata”, così come gli Aborigeni stessi la definiscono, rimane una ferita ancora aperta nel cuore di tutto il popolo aborigeno. Tutto questo ha lasciato ovviamente delle cicatrici indelebili nella comunità.

Infatti riguardo alle aspettative di vita e ad alcuni indicatori di salute, gli aborigeni australiani hanno valori molto più bassi rispetto alla media della popolazione australiana, con un tasso di suicidi e mortalità infantile superiori a quelli del resto della popolazione. Inoltre, il numero degli Aborigeni in carcere è altissimo.

Nonostante l’abolizione del principio razzista della “terra nullius” avvenuta nel 1992, il governo australiano continua a fare di tutto per ostacolare le rivendicazioni territoriali degli Aborigeni.

Come vivono oggi

Tuttavia sono stati fatti numerosi progressi negli ultimi tempi, come la formazione di istituzioni aborigene su scala nazionale, che puntino sull’istruzione bilaterale, cioè insegnare ai bambini aborigeni a leggere e scrivere, ma nello stesso tempo affiancare un insegnamento che valorizzi la loro cultura e la loro lingua, per non far perdere alle nuove generazioni il contatto con l’identità familiare e culturale.

Non tutti gli aborigeni vivono in situazioni degradabili, alcuni, quelli con un alto livello di istruzione, conducono una stile vita integrato nella società e nella cultura predominante urbana, mantenendo un forte legame con la propria cultura d’origine.

I nostri primi contatti con la cultura del popolo aborigeno, nel nostro viaggio in Australia, sono avvenuti nei vari Musei e Galleria di Arte di Sydney, Melbourne e Canberra. Qui si possono ammirare manufatti antichi, come lance e boomerang decorati, opere piu recenti di artisti aborigeni.

Nelle metropoli puoi vedere qualche aborigeno che suona il didgeridoo (strumento sacro per gli aborigeni, utilizzato durante le cerimonie religiose), e vederli mendicare per strada è molto raro.

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Didgeridoo al museo di Darwin

A Canberra abbiamo deciso, di andare a vedere l’Aboriginal Tent Embassy, che si trova davanti al vecchio Parlamento, nata per la difesa dei diritti politici e civili degli Aborigeni. Qui siamo riusciti a parlare con un ragazzo che ci ha spiegato il motivo per cui protestavano e delle persone che hanno aiutato durante i vari sgomberi.

Aboriginal Tent Embassy Canberra

Ambasciata Aborigena di Canberra

Aboriginal Tent Embassy Canberra

Accampamento Aborigeno di Camberra davanti all’Old Parlament

Ma il nostro primo vero contatto l’abbiamo avuto durante il nostro viaggio in bus da Adelaide ad Alice Springs e l’impatto non è stato facile.E’ davvero difficile stabilire un contatto con loro, sono schivi e sembrano sempre arrabbiati. Come non dargli torto, dopo tutto quello che hanno passato e stanno ancora subendo!

Arrivati ad Alice Springs è quasi impossibile non osservarli mentre camminano per strada o riposare sotto gli alberi. Sembrano stranieri nella loro terra, con aria smarrita passeggiano nei centri commerciali e non ti degnano di uno sguardo, al massimo chiedono soldi davanti a qualche negozio.

A Darwin invece abbiamo notato che sembrano maggiormente integrati nella società, si possono osservare alcuni ragazzi aborigeni nelle classi scolastiche.
Inoltre i loro tratti somatici sono meno duri e iniziano ad avere tratti comuni con le popolazioni indonesiane.

Curiosità

-Sulla banconota da 50$ AUD è rappresentato David Unaipon (1872 – 1967), era un uomo dell’etnia Ngarrindjeri, un predicatore, inventore e scrittore. Tra i suoi brevetti più famosi si ricorda l’elicottero basato sul principio di un boomerang.

-Nel 1960, Lionel Morgan è diventato il primo aborigeno a giocare a rugby in Australia, nonostante fosse fischiato e bersagliato da oggetti.
-Il 90% degli australiani pensa che le arti aborigene siano l’unica cosa importante per la cultura australiana.
-600 erano i dialetti parlati dagli aborigeni prima dell’invasione inglese.

-60 sono le lingue rimaste sopravvissute dopo la colonizzazione.
-Il 26 Gennaio gli Aborigeni festeggiano “Invasion Day” e non la festa ricorrente australiana: “l’Australia Day“!
-Solo il 52% degli australiani pensa che il Governo non abbia imparato niente dagli errori del passato con gli Aborigeni.

-Nel 1984 anche gli Aborigeni hanno avuto il diritto al voto.
-0,7% è la percentuale di insegnati Aborigeni nelle scuole australiane.
-Il suicido è di 3 volte superiore agli australiani, la maggior parte dei suicidi avviene tra i 25 ed i 34 anni.

-Non si possono scattare fotografie agli aborigeni senza la loro autorizzazione.
-La montagna sacra di Uluru NON si scala!
-Lo stereotipo razzista è vivo e vegeto nella cultura australiana!
-La bandiera aborigena è formata dal colore nero, il colore della loro pelle, dal colore rosso, il colore della terra e al centro un cerchio giallo che rappresenta il sole!

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Bandiera Aborigena

Fotografia National Gallery of Victoria Australia Melbourne

Supporter Aborigeni dell’AFL (Australia football league)

Opera Aborigena National Gallery Canberra

Fotografia del National Gallery Canberra

Opere Astratte National Gallery Canberra

Opere del National Gallery Canberra

Le nostre impressioni…

Avremmo voluto parlare con loro per capire meglio quello che hanno passato e delle loro condizioni attuali. Ma un po’ per la difficolta linguistica e un po’ per il nostro carattere riservato, non siamo riusciti ad entrare in pieno contatto.

Abbiamo capito che parlare con alcuni australiani degli Aborigeni non è affatto facile: per molti rappresenta uno dei momenti storici più brutti e difficili. Ad altri, invece non importa nulla di quello che è successo a questa popolazione. Altre persone, soprattutto emigrate, li considerano persone che non hanno voglia di lavorare e di faticare, ma preferiscono spendere il loro sussidio in alcool…

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