Siete amanti delle lunghe camminate e della Patagonia? Allora non potete perdervi il trekking al Fitz Roy, uno dei più amati dai trekkers di tutto il mondo.

Fitz Roy

Fitz Roy


Preso da molti racconti di viaggiatori che hanno descritto la Patagonia come un posto magnifico della quale El Chalten rappresenta la ciliegina sulla torta, mi incammino salutando El Calafate ed il magnifico Perito Moreno verso la vetta per eccellenza degli scalatori: il Fitz Roy .




Così nel pomeriggio lascio El Calafate, pieno di provviste e di voglia di capire se questa montagna è realmente come viene descritta, per andare a fare l’autostop sulla famosissima ruta 40.
L’autostop in Argentina e soprattutto in Patagonia è molto diffuso, ti permette di incontrare e conoscere molti locali che ti parleranno delle loro origini italiane e delle loro usanze argentine. Qui la gente ancora si fida degli altri! Forse è solo sfortuna, ma quel giorno dopo ore di attesa, torno abbattuto e con il naso scottato alla stazione degli autobus, per poter raggiungere dopo 3 ore circa El Chalten.

Non posso pentirmi di aver viaggiato in autobus, perché questo mi ha permesso di vedere un tramonto e dei colori fantastici su un protagonista molto semplice, una steppa gialla. A volte anche un paesaggio bruttino con le dovute accortezze può diventare una tela di un quadro.

Tramonto sulla Ruta 40

Tramonto sulla Ruta 40

Una volta arrivato al Chalten, mi dirigo all’ostello per fare il check-in e chiedere consigli su quali trekking fare, la scelta viene decisa in base al meteo. Tutti dicono di andare ai piedi del Fitz Roy il primo giorno di sole visto che c’è la vista migliore. Il meteo è altamente variabile e si trovano tutte le stagioni anche in una sola giornata. La sera a letto presto per recuperare le energie del viaggio e per essere fresco per il trekking del giorno seguente.

I locali hanno azzeccato le previsioni e mi incammino con Julieta e altri 3 ragazzi appena conosciuti lungo la strada per iniziare il trekking. I primi 3 chilometri sono abbastanza pesanti, un saliscendi lungo la foresta con la polvere che si alza durante il cammino. Qui si arriva al primo mirador dove ad aspettarci c’è un paesaggio che ricorda molto lo stemma della Paramount Picture. Una pausa breve, giusto il tempo di metterci la crema solare e bere un po’ d’acqua che siamo nuovamente in cammino.

La vegetazione non cambia moltissimo lungo il sentiero, però si attraversano ponti su fiumi dall’acqua super limpida e potabile, infatti è normale vedere persone riempire le borracce.

Fiume al Fitz Roy

L’acqua dei fiumi è potabile

Dopo il quinto chilometro il percorso diventa più pianeggiante, chiamiamola pure la calma prima della tempesta. Poco prima dell’ultimo chilometro, descritto da tutti come il più duro e complicato, ci fermiamo a fare un’ultima pausa. Mangiamo dove ci sono delle tende accampate, una distesa di 40/50 tende all’interno della foresta, il che vuol dire ombra e riparo dal sole mattutino. In quel momento provo tanta stima per le persone che sono riuscite a fare 8 km con pendenze elevate e con 20 chili sulle spalle.

Campeggio Poincenot

Campeggio Poincenot

Iniziamo l’ultimo chilometro e decido di tenere il mio ritmo perché altrimenti sarei morto mentalmente, stacco gli altri e inizio letteralmente a scalare dei gradoni alti anche mezzo metro. E’ semplice vedere persone piegate a metà sugli scalini a riposarsi e altre ferme che lasciano scendere chi è già arrivato in cima. Dopo mezz’ora mi giro e guardo giù, la distesa di gradoni e di persone che stanno “scalando” il Fitz Roy è impressionante e per chi soffre di vertigini è anche un po’ pauroso.

Scalinata

Scalinata

Dopo 45 minuti si iniziano a sentire frasi di incoraggiamento da chi sta già rientrando, assicrurandoti che manca poco all’arrivo. Solo a questo punto, mi fermo ad aspettare gli altri che avevo seminato in precedenza, per arrivare così tutti insieme. Quando si arriva davanti a quella montagna che vedi ingrandire sempre più dall’inizio della mattinata le emozioni sono fortissimi, sinceramente ho pensato che non fosse reale, ma fosse stato dipinto.

E’ tutto perfetto, le cime dei monti, la presenza della neve sulla quale riflette il sole che da un colore stranissimo alla laguna ai piedi del Fitz Roy. Ripensandoci adesso, a circa un mese dall’inizio del mio giro del mondo, mi viene la pelle d’oca e mi convinco sempre più che è la cosa più bella che ho visto. La difficoltà finale ti da quella sensazione di esserti proprio meritato questo panorama fatato.

INFORMAZIONI UTILI

-distanza: 18 km totali percorsi;
-dislivello: 1000 mt, solo l’ultimo chilometro sono circa 700 mt;
-tempo: 10 ore circa;
-i sentieri sono ben segnalati;
-ci sono molti negozi dove vendono o affittano attrezzatura da trekking;
-giacca a vento e scarpe tecniche non devo mancare
-non ci sono bar durante i percorsi, portatevi dietro del cibo, l’acqua invece si può usare quella del fiume.

CONSIGLI UTILI

-soggiornare a El Chalten per 3 giorni pieni (considerando anche le condizioni meteo);
-per risparmiare comprate delle provviste nella città da cui partite, a El Chalten costa tutto il doppio;
-periodo migliore per il trekking: da Gennaio a Marzo;
-l’Ostello Pionieros del Valle, dove ero stato io, accetta le carte di credito, cosa rara in città.

Godetevi i colori, i paesaggi e le emozioni che solo questo posto può regalarvi!

Se avete voglia di seguirmi giornalmente mettete mi piace alla mia pagina Facebook ” One Year Backpacker – Un anno in giro per il mondo

Altro... Argentina
#27.Da Buenos Aires a Colonia (Il Rio de la Plata)

Pronti a ripartire, next level: da Buenos Aires a Colonia. Come se fossimo nel nostro videogioco preferito, non vediamo l'ora...

Chiudi