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Da Darwin a Dili, vuol dire lasciare la casa di Andrew e l’Australia. Un vero peccato perché ormai la sentivamo come nostra. C’era internet ad alta velocità, aria condizionata, TV LCD 47”, Apple TV, frigo pieno di birra e vino, insomma non mancava proprio niente.

La Partenza

Anche oggi abbiamo optato per il bus pubblico, i taxi ormai sono solamente un lontano ricordo, infatti non ci ricordiamo nemmeno più l’ultima volta che ne abbiamo preso uno. Per fortuna, c’è poca gente, così possiamo occupare fino a 4 posti con i nostri zaini!

Arrivati a Casuarina, aspettiamo il secondo bus che porta direttamente all’aeroporto, sì perché qui a Darwin sembrerebbe che ci sia un complotto per chi vuole utilizzare i mezzi pubblici!

C’è un bus ogni 4 ore circa, a meno che uno non prenda il taxi o l’airport shuttle, ma in quel caso preparatevi a pagare cifre esagerate…

Il Viaggio

L’aeroporto internazionale di Darwin ha poche destinazioni, tra cui la nostra: Dili!
Il volo è puntuale e con molta rapidità nella piena indifferenza della hostess effettuiamo il check-in e qui scopriamo di non essere gli unici italiani diretti nella capitale di Timor Est.
Per dovere di cronaca, alla pesatura, i nostri zaini risultavano molto più pesanti di tutti i nostri viaggi precedenti, forse anche loro hanno preso corpo e anima.

Aeroporto, Darwin

Aeroporto, Darwin

L’aereo non è del tutto pieno, la maggior parte sono tutti australiani e anche quei pochi italiani a bordo hanno il passaporto australiano.
Il volo è breve, dura appena 1 ora e 20 minuti, infatti al decollo ci viene dato il classico foglio dell’immigrazione e un panino con una bibita!

L’Arrivo

Mentre atterriamo puntuali a Dili, scrutiamo dai nostri finestrini un’immensa distesa di colline ricoperte da una fitta vegetazione. Man mano che ci abbassiamo di quota si vedono in maniera chiara milioni di baracche. Scendiamo direttamente nella pista, non ci sono altri velivoli, fa molto cado, accendiamo i cellulari e verifichiamo il nuovo orario. Adesso ci sono altri 30 minuti di fuso orario.

Aeroporto, Dili

Aeroporto, Dili

Ci mettiamo in coda per acquistare il “visa on arrival”. Nel nostro caso quello turistico costa 30$ USD p/p, i signori italiani prima di noi pagano 40$ USD perché è di tipo business.

Quando tocca a noi, consegniamo i passaporti e i 60$ USD. Il poliziotto ci guarda, controlla su un foglio nascosto e ci dice: andate per voi è gratis! Scopriremo dopo, che alcune nazioni della comunità europea non pagano, quali siano le altre sembra che nessuno sia tenuto a saperlo.
Entusiasti di questa bella notizia corriamo a ritirare i nostri bagagli e ad effettuare i controlli doganali.

Se fino a qualche ora fa non avevamo mai preso un taxi, oggi siamo letteralmente assaliti dai tassisti di Dili. Uno prende direttamente i nostri zaini, altri litigano tra di loro per chi ci deve portare, ma alla fine, presi dal prezzo basso di 10$ e dall’emozione di essere arrivati a Timor Est, accettiamo!
Siamo arrivati a casa, in un letto che non è un letto, un bagno che non è un bagno e una stanza che non è una stanza!
Possiamo dirlo: siamo passati dalle stelle alle…!