Che cosa fare a Chitwan: safari nel parco nazionale

Il Parco Nazionale di Chitwan è una delle zone più visitate in Nepal e fu istituito nel 1973 per proteggere quest’area di oltre 932 kmq di foresta, paludi e praterie.
Il termine Chitwan in hindu significa “cuore della giungla” ed è noto per essere uno dei migliori parchi nazionali dell’Asia in cui osservare la natura incontaminata, infatti nel 1984 Chitwan è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, grazie ai suoi splendidi paesaggi e alla possibilità di avvistare diversi animali nello loro habitat naturale, tra cui: elefanti selvatici, orsi labiati, rinoceronti e cervi, ma la maggior parte dei visitatori spera di avvistare la maestosa tigre reale del Bengala, un’occasione unica e irripetibile!

Parco nazionale di Chitwan

Il villaggio più vicino al parco è Sauraha, un piccolo centro al confine del parco, sulla sponda settentrionale del fiume Rapti, dove si trovano le sistemazioni più economiche, ristoranti e bar, qui è anche molto piacevole sorseggiare una birra, aspettando il tramonto.
Camminando per le stradine poco asfaltate, sarà facile incontrare elefanti addomesticati che tornano nella stalla, dopo aver trasportato i turisti, durante i safari. Hanno gli occhi tristi e stanchi, sconsigliamo chiunque a praticare questo turismo poco responsabile!

Per visitare il Parco Nazionale di Chitwan ci sono diverse opzioni: partecipare a un safari in groppa a un elefante (sconsigliato), walking safari (accompagnati da guide in mezzo alla giungla) o safari in jeep; inoltre si può abbinare il walking safari con un giro in canoa per osservare il coccodrillo e vari tipi di uccelli.
Noi eravamo partiti con l’idea di fare il safari in jeep, ma purtroppo, essendo ancora troppo vicini alla stagione dei monsoni, le strade sono impraticabili e quindi il servizio è temporaneamente sospeso; quindi, scartando in partenza l’idea di sormontare un povero elefante, costretto a portarti in giro, abbiamo deciso di partecipare a un walking safari combinato alla canoa.
Abbiamo iniziato a informarci sui vari prezzi proposti dalle agenzie e dalla nostra guest house; alla fine abbiamo optato per il prezzo più basso (1.300 NPR p/p), anche perché oltre i soldi del l’escursione, bisogna pagare la tassa del parco: ben 1.700 rupie nepalesi, quasi 15€! 

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Permesso al Parco Nazionale di Chitwan

L’incontro con le nostre due guide è al mattino presto verso le 7:00. Dopo aver pagato la tassa del parco, saliamo su una canoa di legno, abbastanza precaria, infatti lungo il percorso, imbarchiamo parecchia acqua. La guida ci spiega come ci dobbiamo comportare in canoa: non fare movimenti bruschi, non mettere le mani nell’acqua del fiume perché è abitato da simpatici coccodrilli.
Infatti lungo il percorso ne vediamo parecchi, sono diversi da quelli che abbiamo osservato in altri paesi dell’Asia e in Africa, si chiamano coccodrilli gaviali e hanno il muso sottile e allungato. Sono esperti nella cattura di pesci di fiume, grazie alla forma della bocca e della dentatura che consente una presa eccezionale delle prede.
Oltre ai coccodrilli, osserviamo varie specie di uccelli, alcuni con colori bellissimi. Dopo circa un’ora di navigazione, scendiamo per incominciare il trekking.
Anche qui veniamo indottrinati su quali comportamenti adottare nel caso dovessimo incontrare degli animali, tra cui quelli pericolosi come l’elefante selvatico, l’orso, la tigre e il rinoceronte. Tra l’altro le guide come arma di difesa, possiedono solo due semplici bastoni di legno, ci sentiamo davvero sicuri…!
Incominciamo a camminare nella fitta giungla, circondata da piante altissime, insetti di ogni genere e per il nostro piacere anche di varie sanguisughe che, nonostante i vestiti, riescono a pungerci lo stesso.
Fa davvero effetto camminare all’interno del parco, sapendo che a pochi metri ci potrebbero essere animali, come elefanti e tigri.
Le guide ci conducono vicino a un fiume dove il giorno prima si era avvistato un rinoceronte che faceva il bagno, ma non si vede nulla, oggi non siamo fortunati.
Sul terreno vediamo varie impronte di animali, ma per ora non avvistiamo nulla, tranne due macachi tra gli alberi che ci lanciano delle ghiande, come dire: “andate via cittadini dell’asfalto!”
Verso la fine dell’escursione riusciamo a intravedere tra i rami degli alberi un bel gruppo di cervi, davvero molto belli ed eleganti.
Da una piattaforma di legno, utilizzata per osservare la foresta, vediamo uno splendido elefante fare il bagno nel fiume, che gioca con l’acqua con la proboscide.
Siamo quasi alla fine della nostra camminata, quando una delle due guida scorge due elefanti selvatici che ci osservano tra i rami degli alberi, hanno già aperto le orecchie, in segno di attacco. Velocemente cerchiamo un altro sentiero che ci allontani dagli elefanti, non sarebbe stato divertenti essere attaccati da questi enormi animali!
Ritorniamo per prendere la canoa che ci porta dall’altra parte del fiume a Saurah.
Sapevamo che non erano il periodo migliore per avvistare gli animali, infatti il momento giusto è dal mese di gennaio a marzo, quando le piante e gli alberi sono meno alti.
Comunque è stata un’esperienza molto particolare, non capita tutti i giorni di camminare nello stesso luogo dove vivono animali selvatici e continuiamo a credere che il safari sia il modo più corretto per osservare gli animali nel loro habitat naturale.

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Ancora oggi le canoe vengono ricavate da un tronco di albero
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Coccodrillo gaviale
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Uno dei tanti simpatici insetti della giungla
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Torri di osservazioni
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Fiume Rapti

Vi consigliamo di non vestirsi con abiti scuri, indossare pantaloni lunghi e maglia a maniche lunghe, per proteggervi dai rami degli alberi e dalle piante, alcune hanno anche le spine. Camminare ovviamente con scarpe da trekking evitando i sandali, un buon cannocchiale e un repellente contro gli insetti.

Posted on: 20/10/2016

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