Che cosa fare a Vang Vieng

Vang Vieng, un tempo era considerata la capitale degli eccessi del sud est asiatico, infatti qui arrivavano giovani stranieri da tutto il mondo per sballarsi e rincoglionirsi sulle sponde del fiume Song.

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Dal 2012, quando il governo laotiano ha deciso di chiudere moltissimi rave-bar affacciati sul fiume, le feste a base di alcool e droga sono decisamente diminuite, per il sollievo della popolazione locale!
Vang Vieng si è dovuta reinventare per attirare i turisti, ma grazie ai suoi splendidi paesaggi, è stato molto semplice.
Infatti essendo circondato da altissime montagne calcaree che si affacciano sul fiume e che rendono questo luogo speciale.
Se siete amanti dello sport all’aria aperta, qui si ha l’imbarazzo della scelta: kayak, rafting, tubino, esplorare grotte, arrampicarsi sulle pareti di roccia e splendidi percorsi a piedi lungo le risaie.
Sicuramente questa cittadina non è famosa per le sue attrattive culturali, noi abbiamo comunque visitato i suoi templi più importanti: il Wat Si Suman, il Wat Kang e il Wat That.

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Wat Si Suman

A Vang Vieng si trovano moltissime agenzie che organizzano vari pacchetti che comprendono diverse attività.
Noi abbiamo deciso, un pò per mantenere un budget basso, un pò perché non siamo cosi attratti da queste tipo di attività, di auto organizzarci e ci siamo dedicati alla visita di alcune grotte e delle cascate più rinomate.

Il primo giorno lo dedichiamo alle grotte che si possono raggiungere a piedi, la prima e la più importante è la Tham Chang Cave, ingresso 15.000 LAK p/p.
Prima di raggiungerla, si attraversa un ponte dove bisogna pagare un pedaggio di 2.000 LAK p/p, francamente non riusciamo a capire perché bisogna pagare un biglietto, visto che lo attraversiamo a piedi, i misteri del Laos.
La grotta, all’inizio del XIX secolo, fu utilizzata come rifugio contro i predoni cinesi dello Yunnan; si raggiunge l’ingresso, salendo una rampa di scale.
All’interno, illuminato e facilmente percorribile, si osservano vari stalagmiti di diverse forme e un piccolo tempio con l’immancabile statua del Buddha.
La grotta è circondata da uno splendido giardino bagnato da acque cristalline.

L’altra grotta che visitiamo è la Tham Phu Kham, che si trova a circa 7,5 km dalla cittadina, anche in questo caso attraversiamo un ponte di legno, sempre a pagamento 4.000 LAK p/p.
Il panorama è davvero unico, le montagne calcaree che s’innalzano al cielo, le risaie di un verde brillante, alcune mucche che pascolano per strada, ti sembra di essere lontano dal mondo moderno.
Sorpassato il villaggio di Ban Na Thong, costituito da piccole capanne, si raggiunge la grotta.
Ma prima di visitarla osserviamo la splendida laguna, le cui meravigliose acque verde-azzurre, hanno reso famoso questo luogo: blue lagoon! Qui potrete tuffarvi da un albero nell’acqua o lanciarvi con le aliane, come fanno i moltissimi turisti asiatici.
Ci sono anche molti laotiani che trascorrono la giornata di sabato, seduti in questi semplici gazebo di legno, affacciati sulla laguna.
La grotta è considerata sacra dai laotiani e nella cavità centrale si osserva una suggestiva statua thailandese in bronzo raffigurante il Buddha disteso, da qui partono diverse gallerie che si inoltrano nelle profondità della montagna che noi non abbiamo visitato perché si trovava parecchia acqua.
Per entrare nella grotta si paga un biglietto di 10.000 LAK p/p (compreso la laguna blu) e la si raggiunge arrampicandosi su uno stretto sentiero scivoloso.
Tornando verso Vang Vieng veniamo caricati da un simpatico ragazzo che vende caffe freddo e quindi saliamo, Luca sullo scooter ed io sopra il porta ghiaccio sistemato nel carretto. È stato davvero divertente, soprattutto osservare gli sguardi stupiti della popolazione e i bimbi che ci salutavano. Ovviamente ringraziamo questo ragazzo che ci ha fatto risparmiare la fatica di tornare a piedi.

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Tham Chang Cave
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Ponte a pedaggio di Vang Vieng
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Tham Phu Kham
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Laguna Blu, Vang Vieng

Il giorno dopo affittiamo lo scooter a 50.000 LAK (dalle 7:00 alle 19:00) a una delle tante agenzie che si trovano a Vang Vieng, questa volta lasciamo in custodia un passaporto, sperando che i laotiani siano persone serie.
Ci dirigiamo verso le cascate Kaeng Nyui che si trovano a circa 7,5 km, percorrendo una strada non asfaltata. L’entrata costa 10.000 LAK p/p e il parcheggio 5.000 LAK.
Vicino al parcheggio si trovano vari gazebi in legno che si affacciano su un ruscello di acqua azzurra.
Salendo per un sentiero per nulla faticoso si arriva in cima alla cascata, ma prima si incontrano varie pozze di acqua dove si può fare il bagno per rinfrescarsi dal caldo. Il paesaggio è sicuramente molto “wild”, si è circondati completamente dalla jungla.

Per raggiungere le grotte di Tham Sang decidiamo di prendere una strada secondaria, non asfaltata e piena di buche, ma con degli scorci panoramici davvero molto belli, fate attenzione se siete alla guida di uno scooter perché la strada è veramente accidentata.
Il parcheggio costa 5.000 LAK e anche in questo caso, bisogna attraversare un ponte, pagando un pedaggio di ben 10.000 LAK p/p.
Le grotte di Tham Sang, il cui nome significa “Grotta dell’Elefante” è una piccola cavità che custodisce al suo interno alcune statue del Buddha e un’impronta del suo piede.
Osservando le varie stalattite, uno ricorda sicuramente la forma di un elefante che ha dato il nome a questa grotta. L’entrata è di 5.000 LAK p/p.
Da qui parte un sentiero, non sempre facile da trovare, che si snoda tra le verdi risaie che raggiunge le altre due grotte, Tham Hoi e Tham Loup.
L’ingresso per entrambi le grotte è di 10.000 LAK p/p.
L’ingresso della grotta di Tham Hoi è sorvegliato da una grande statua del Buddha; per visitarla, a differenza della Tham Chang, bisogna avere per forza una torcia, possibilmente con pile di ricambio; l’interno è totalmente buio, ma le stalattite e i pipistrelli che si osservano, sono davvero stupendi.
La Tham Loup si raggiunge salendo un ripido sentiero; l’entrata nella caverna non era molto semplice, per due capre come noi, soprattutto a causa del terreno scivoloso e del fango. Decidiamo quindi di saltarla.

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Cascata di Kaeng Nyui
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Grotta dell’elefante
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Buddha del Tham Hoi
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Ingresso al Tham Loup

Per tornare a Vang Vieng prendiamo la strada principale, non c’è molto traffico, l’unica difficoltà sono le mucche che pascolano liberamente sulla strada!

Posted on: 03/08/2016

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