Trekking tra le risaie di Batad

Il villaggio di Batad è diventato famoso e meta turistica grazie ai suoi terrazzamenti di riso, realizzata nella ripida Cordillera, uno spettacolo unico.
Per raggiungere il piccolo villaggio che si trova a circa 14 km a est di Banaue, si può prendere l’unica jeepney che parte al mattino, (aspettando che si riempia del tutto) oppure un triciclo privato.

Una capra in salita


Per fortuna hanno costruito la strada asfaltata che adesso giunge quasi al villaggio, ma per un bel pezzo, bisogna comunque proseguire a piedi.
Si può inoltre partecipare a un trekking di più giorni in questa zona, visitando i vari villaggi. Noi abbiamo deciso, per una questione economica, di non partecipare a nessuna escursione organizzata e di avvalerci di un triciclo che per 800 PHP, ci ha accompagnato fin dove si poteva e ci ha aspettato per il ritorno.

Trekking tra le risaie di Batad
Il nostro trekking inizia alle 9 e raggiungiamo l’inizio del sentiero verso Batad con il nostro triciclo, non mancano le soste per fare diverse fotografie alla zona circostante, e ci diamo appuntamento per il ritorno con il driver alle 3 del pomeriggio.
Iniziamo a scendere il ripido sentiero e arriviamo al Centro Informativo dove ci registriamo e paghiamo la tassa di entrata di 50 PHP p/p.
Da qui inizia il vero trekking, cioè appena abbandonato il piccolo villaggio percorriamo milioni di scalini dove sono costruite diverse case con tetti in lamiere, qualche capanna adibita a magazzino e persino una chiesa. Si possono osservare anche alcune case tradizionali ifugao, costruite in legno con il tetto in paglia, utilizzati ora come magazzini per il riso.
A Batad si possono trovare anche varie guest house e ristoranti, inoltre piccoli chioschi di legno, sparsi nei vari terrazzamenti, che vendono un po’ di tutto.

Prendiamo il sentiero che scende ripido verso la cascata Tappia, alta una ventina di metri, dall’acqua cristallina e dalla pace assoluta. Chi vuole può provare a nuotare nelle sue acque gelide, noi, ovviamente, abbiamo saltato questa opzione.
Ritorniamo indietro e dopo esserci riposati, gustando un ice candy (ghiacciolo all’ananas), siamo saliti verso il punto più alto per osservare le risaie, dove si trova un chiosco gestito da una simpatica signora che ci ha accolto, esclamando: “Benvenuti in paradiso!”.
La prima parte che attraversa Batad è molto panoramica, si possono vedere molto bene le risaie, non è niente di difficile, perché si scende principalmente su scalini in pietra, tranne qualche passaggio stretto per i piedi, possiamo dire che è molto semplice. Subito dopo, quando si incomincia a scendere verso il fiume, gli scalini possono sfiancare le vostre ginocchia, il dislivello è comunque di circa 900 metri.
La seconda parte del trekking di Batad, cioè quello che porta in cima nel punto più panoramico (la fatica viene ricompensata dal magnifico panorama) è molto faticoso, prevedete di portarvi acqua in abbondanza (una bottiglia di 1,5 litri a persona dovrebbe essere sufficiente per arrivare fino a qui) e di fare qualche pausa. Il dislivello in salita è di circa altri 600 metri. In poche parole dal fiume in poi si sale sempre…

Da qui decidiamo di proseguire su uno stretto sentiero che costeggia i terrazzamenti ed è stato davvero particolare camminarci in mezzo, anche se non troppo facile per noi che soffriamo di vertigini!
Proseguendo da questo punto, non siamo stati costretti a ritornare verso il villaggio e siamo arrivati direttamente al parcheggio dove ci aspettava il nostro drive intorno alle 14:30.
La terza e ultima parte è la meno faticosa, si percorrono pochi tratti in salita, però è anche quella più scivolosa, perché si passa attraverso la giungla e si devono saltare dei piccoli ruscelli.
Calcolate in tutto circa 6-7 ore di trekking, senza mai fermarvi per mangiare, ma solo, per piccole pause per bere o comunque rinfrescarvi.
Il nostro consiglio è quello di effettuare l’intero giro in senso orario e non come lo abbiamo fatto, perché in questo caso vi ritrovereste a fare un’unica salita di oltre 1500 metri di dislivello e in alcuni momenti è stato duro.

Siccome siamo arrivati alla strada in leggero anticipo, ci fermiamo ad un chiosco a bere una coca cola e a chiacchierare con un simpatico ragazzo ed una signora che ci hanno raccontato la loro vita, descrivendoci i vari cambiamenti avvenuti con la costruzione di un pezzo della strada asfaltata, aspettando che finiscano il progetto della costruzione di una strada che porti direttamente al villaggio. Prima esisteva solo un sentiero che attraversa la giungla. È pazzesco pensare che ogni giorno queste famiglie debbano camminare km e km per raggiungere qualsiasi cosa, con carichi pesanti e non.
Incuriositi da noi, ci pongono varie domande sul nostro paese e sulle nostre abitudini e ci offrono di provare il Betel; dopo aver chiacchierato piacevolmente con loro, li salutiamo  e riprendiamo il triciclo per tornare a Banaue.

Posted on: 04/10/2016

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