Viaggiatori Anarchici

Portiamo avanti il testimone della ricerca interiore lungo percorsi indefiniti, siamo i seguaci della beat generation, considerati per certi versi l’ultima generazione vagabonda.
On the road, da est a ovest lungo le strade di un Mondo dai confini certi, per espandere al massimo le proprie percezioni e comprimerle nuovamente entro il proprio ”io” segnati da una nostalgia struggente per ciò che non si è vissuto e non si potrà vivere.

Immagine by web

Siamo figli di una società sedentaria, i travellers tuttora praticanti, sono gruppi di persone che scelgono di riappropriarsi del nomadismo originario, abbandonando, con una specie di rifiuto la società di appartenenza, vivendone ai margini, spesso anche giuridici, spostandosi di continuo. In cerca di un’identità primitiva (forse conflittuale), di un maggiore contatto con la natura, liberi dalle regole sociali imposte dalla società moderna, oggi gli eredi dei nomadi si spostano con mezzi meccanici, navi e aerei, fermandosi dove capita.

Furgone

Siamo desiderosi di svincolarci dalle costrizioni imposte dal sistema, chi ricerca questo sradicamento fisico e mentale in maniera decisa e costante diventa inevitabilmente un anarchico.
Non è un caso forse, sia proprio lo <<Stato>> con i suoi confini e le sue leggi ad essere considerato il nemico numero uno di chi pone come proprio diritto costituzionale il <<Movimento>>.




Vi riporto come vengono descritti nel libro “Traveller e Raver” (un libro che mi ha cambiato sensibilmente) da Richard Lowe e William Shaw:

I Travellers hanno risolto il problema del caso affitti e dell’insopportabilità delle costruzioni metropolitane girando costantemente per la nazione a bordo di camion-case o roulotte.
Questo stile di vita è senza dubbio un’eredità della tradizione hippy, ma al momento pare che nel Regno Unito circa 500mila persone abbiano deciso di vivere la propria vita da nomadi.
Questo fatto costituisce di per sé un problema per il potere, per natura obbligato a controllare burocraticamente la popolazione, in quanto i nomadi sono una sorta di esercito pacifico senza fissa dimora, difficile da monitorare.

La tendenza dei travellers e degli anarchici a non rispettare i confini geografici posti dall’autorità, ha portato ad una continua mutazione dei nuovi nomadi, dai vecchi accampamenti abusivi (in Inghilterra è stato vietato e così anche in altre nazioni europee), passando per gli squat alle case occupate; oggi invece si adattano all’interno di furgoni e camper oppure per i più fortunati a camere di ostelli sempre più fatiscenti, sperdute magari in qualche provincia della Thailandia o della Birmania.

2000_Desert Storm Rave
2000_Desert Storm Rave

Luca: forse per me è più facile lasciare le cose dietro le spalle, una predisposizione naturale al viaggio.
Roberta: senza caos non c’é libertà, senza libertà non c’é viaggio, una predisposizione naturale a combattere.

Posted on: 23/12/2014

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