Che cos’è la Street Art?

L’origine della parola street art denominazione deriva dai mass media, che hanno portato all’attenzione di un vasto pubblico quella che in precedenza veniva considerata esclusivamente come espressione dell’inquietudine giovanile, piuttosto che una vera e propria forma d’arte.

Opera street art di Banksy

La Street Art è un’espressione artistica che prende forma negli spazi pubblici, come ad esempio strade, muri  e stazioni. Anche se talvolta vengono predisposti degli spazi espressamente dedicati alla Street Art , più spesso questa forma di manifestazione artistica prende forma attraverso atti illegali.

In effetti, ancora oggi, il confine tra quello che viene considerato come vandalismo e arte rimane molto sottile, tanto che è abbastanza comune ascoltare dibattiti pubblici a riguardo di queste tematiche.
La Pop Art viene oggi considerata come una vera e propria base teorica della Street Art, anche se le differenze restano marcate.
Nel primo caso infatti l’artista propone i propri lavori al proprio pubblico di riferimento. Il discorso s’inverte completamente nel caso della Street Art, dove l’artista s’impossessa del luogo pubblico, imponendo l’atto comunicativo ed artistico all’osservatore senza un’effettiva possibilità di scelta.




La Street Art si evolve dalla pop art e dalla graffiti art, ma sviluppa tematiche più profonde. Molti writers, raggiunta una maturità artistica, sono passati alla “street art”. La nascita di questo movimento non può essere ricondotta ad una data precisa, in quanto come movimento globale, non si può sapere con esattezza dove o con chi sia iniziato. L’origine può comunque essere fatta risalire agli anni Settanta a New York. L’interesse pubblico per questa “arte di strada” è esploso intorno al 2000, grazie anche agli stencil di Banksy. Da allora sono stati stampati numerosi libri che trattano l’argomento e la Street Art è spesso sfruttata dalle aziende di marketing. L’impatto della Street Art e della cultura metropolitana sull’immaginario pubblico è ormai evidente. Sempre più spesso infatti la street art influenza i prodotti e le campagne pubblicitarie, portando questa “cultura della strada” nel mainstream: in molti negozi si possono trovare magliette con le stampe di Banksy, Thierry Guetta (noto anche con lo pseudonimo Mr. Brainwash), o di altri writers famosi, così come spille, borse e molti altri generi commerciali mentre altri, per esempio Shepard Fairey (nickname Obey) hanno creato, parallelamente alle loro carriere artistiche, veri e propri brand.

Nella mia città, che sta cambiando sempre di più, si sta passando dall’era industriale all’era del turismo, sempre più street artist si lanciano sulla scena, uno fra i tanti è Millo, che ha dipinto i muri degli edifici in Barriera di Milano. Leggi qui la continuazione…

Nonostante questo, quasi tutti gli street artist promuovono l’assenza di copyright sulle loro opere, incoraggiandone anzi la copia e la diffusione, fornendo addirittura kit e istruzioni per l’assemblaggio.

Posted on: 22/02/2014

Rispondi

Altro... Blog
Il Cambiamento

Ciò che più spaventa spesso è la paura di lasciare il vecchio, il passato e il presente, piuttosto che scoprire...

Chiudi